Il Belpaese negli scatti di Carlo Riccardi, il paparazzo in topolino. La storia italiana: dalla Dolce Vita a Papa Francesco. Il fotografo e pittore festeggia 91 anni con due mostre

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Con i suoi scatti ha raccontato la storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi. Carlo Riccardi, famoso come “Il paparazzo in topolino”, ha descritto con foto uniche divi, politici, papi e gente comune riuscendo a costruire un immenso archivio certificato dal ministero dei Beni culturali. Due milioni di fotografie che variano dal mondo culturale a quello religioso, da mondo agricolo fino a quello politico.I suoi primi scatti negli anni ’40 nel pieno della seconda guerra mondiale. La svolta vera e propria della sua carriera nel 1945 quando a Roma scattando foto per i militari americani che stazionavano al Rest Center del Foro Italico conobbe Federico Fellini che lì disegnava caricature per i militari americani.

Nella Capitale, nel pieno del boom economico e del neorealismo da un punto di vista culturale, fu al centro della Dolce Vita romana. Da via Condotti, passando per piazza di Spagna e via Veneto, ha documentato un’epoca estremamente significativa.  Tutti i grandi personaggi che in quegli anni passarono per Roma finirono davanti al suo obiettivo. Sulla Dolce Vita ha realizzato mostre fotografiche permanenti a Parigi e Pechino. Ma in giro per il mondo Riccardi ha realizzato tanti reportage. Nell’arco della sua lunghissima carriera è stato fotoreporter per Il Giornale d’Italia e Il Tempo, poi creò la rivista Vip esprimendo il suo talento anche come organizzatore di mostre fondando la galleria Le scalette rosse, oggi Spazio5. Con i suoi scatti ha immortalato anche la storia vaticana del ‘900, da Pio XII a Papa Francesco. Talento puro Riccardi, che proprio oggi compie 91 anni. E, in questi giorni, sono due le mostre con le sue fotografie aperte al pubblico: I tanti Pasolini a Casarsa della Delizia (Pordenone) al Centro Pier Paolo Pasolini e Totò nell’obiettivo di Carlo Riccardi al Museo Valentino di  Castellaneta (Taranto).

Ma Riccardi è andato anche oltre la fotografia. Curiosando i pittori tedeschi ed inglesi ha scoperto nuove frontiere artistiche. Dipingeva, scriveva poesie, e fondò insieme ad altri intellettuali il movimento artistico della Quinta Dimensione, l’ultimo manifesto pittorico del ‘900. A Riccardi spetta anche il record di aver avvolto nel lontano ’86 l’obelisco di Piazza del Popolo in una tela lunga 100 metri raffigurante la città eterna; nuova impresa il 16 agosto del 2016, a trent’anni di distanza, quando quella stessa piazza è stata avvolta da un’altra maxitela dipinta da Riccardi e intitolata Diamoci una mano dedicata alla cultura come mezzo di unione tra i popoli.

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