Il canale in inglese da Rai a RaiCom. Per i Cinque Stelle si rischia il danno erariale. Finisce nel mirino il servizio affidato alla controllata. Il grillino Di Nicola pronto a portare il caso in Vigilanza

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Non solo la doppia poltrona di presidente di Rai Spa e della controllata RaiCom. Come se non bastasse il possibile conflitto d’interessi, sollevato e denunciato dal vice presidente della Vigilanza Primo Di Nicola (nella foto), per il cumulo delle due cariche (“di controllore e controllato”) nelle mani del numero uno di Viale Mazzini Marcello Foa, una nuova grana rischia ora di abbattersi sui vertici della Tv di Stato. Tutta colpa della scelta, contemplata dal Piano industriale, di affidare a RaiCom la gestione del nuovo canale in lingua inglese. Una criticità finita, ancora una volta, nel mirino dei Cinque Stelle.

Da quanto apprende La Notizia, è stato lo stesso Di Nicola a sollevare seri dubbi sulla decisione di “scorporare” e trasferire un pezzo di servizio pubblico da Rai Spa alla sua controllata. “Una situazione anomala, ben più critica del conflitto d’interessi rappresentato dalla doppia carica di Foa, che potrebbe creare seri problemi all’azienda – riferisce le parole usate dal vice presidente della Vigilanza per descrivere la situazione chi ha ascoltato il suo ragionamento -. In primo luogo, non è da escludere una possibile violazione normativa, stabilendo chiaramente la convenzione che il servizio pubblico è affidato in esclusiva per concessione alla Rai. E, di conseguenza, prevedendo il conferimento del canale in inglese la dotazione in capo a RaiCom di risorse e personale, si potrebbe configurare anche un danno erariale”.

Ma non è tutto. Di Nicola, che non ha nascosto ai suoi interlocutori tutta la sua preoccupazione “per la ricaduta che la vicenda potrebbe avere non solo sull’immagine ma soprattutto sui conti della Rai”, sta seguendo accuratamente il dossier, approfondendo il caso anche acquisendo pareri di esperti e giuristi, ed è deciso a sollevare la questione direttamente in Vigilanza. La sede, cioè, istituzionalmente competente a valutare eventuali profili di illegittimità e i relativi effetti dell’intera operazione RaiCom.

Si vedrà. Intanto non si placano le polemiche per l’affondo di Foa contro il “compenso troppo elevato” del conduttore di Che tempo che fa, Fabio Fazio. “Fazio è diventato un tema politico e di campagna elettorale”, spiega a La Notizia, il consigliere Rai Riccardo Laganà. “Ho portato all’attenzione del Consiglio delle proposte concrete per ridurre i compensi delle star – aggiunge -. Ci sono tante trasmissioni in Rai vecchie che andrebbero riviste, concentrarsi su Fazio non risolve il problema”. E aggiunge: “Il tema generale dei compensi degli artisti è valutabile dal presidente nel suo ruolo di garanzia, mentre i giudizi su programmi e persone credo possano essere espressi a titolo personale”.

Tranchant, invece, l’Usigrai: “È cambiato l’Ad della Rai? Sempre più spesso il presidente Foa, interviene a tutto campo, anche su temi non di sua competenza. E spesso con una curiosa, quanto preoccupante, coordinazione con le uscite del ministro dell’Interno che lo ha voluto alla presidenza della Rai’’.