Il candidato leghista Battaglia si clona. Al comizio di Salvini per le regionali in Calabria ci manda il fratello gemello

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Il dono dell’ubiquità da oggi è possibile, o almeno ci ha provato Leo Battaglia (nella foto con Salvini), candidato alle elezioni regionali in Calabria con la Lega. Potendo contare su un fratello gemello, Francesco, l’aspirante consigliere ha pensato bene di sfruttare la situazione. Si sa, in campagna elettorale ogni minuto è prezioso, ogni caffè in più con un possibile elettore è oro, ogni comizio è fondamentale. Se poi il comizio è quello del leader maximo Matteo Salvini non si può proprio non presenziare in bella vista sul palco: ma gli impegni sono tanti e il tempo stringe. Quindi che fare? Semplice: prendere “due piccioni con una fava”, avrà pensato Leo. E così mentre lui continuava la campagna elettorale sul territorio per cercare di rastrellare preferenze, all’evento di Crotone col Capitano ha spedito il fratello.

In fondo che male c’è, deve aver pensato, rimane pur sempre tutto in famiglia e poi chi se ne accorge? Invece, per sua sfortuna, se ne è accorto il Corriere della Calabria, che riporta la notizia assicurando che al comizio di Crotone del 10 gennaio ci fosse Francesco Battaglia, consigliere comunale di Castrovillari, e non Leo, candidato per il Carroccio. Mentre il gemello stava sul palco con Salvini, che in quell’occasione presentava i candidati alle elezioni regionali e alla successiva cena, secondo quanto riporta il quotidiano locale Leo Battaglia continuava la sua campagna elettorale a suon di suoi incontri sul territorio.

Chiamato in causa, il “vero candidato” rispedisce però le accuse al mittente e assicura: “Ero io su quel palco e non mio fratello. Chi ha scritto l’articolo deve cambiare ottico. Non vedevo l’ora che arrivasse Salvini in Calabria”. Anche perché in effetti il Capitano in terra calabra in queste settimane si è visto poco, preso com’è dalle eelzioni in Emilia Romagna. Leo, peraltro, aveva già provato ad essere eletto con FdI ma le 2271 preferenze prese non furono sufficienti.