Il Cav brinda all’assoluzione, ma salvare FI sarà un’impresa. Berlusconi chiede agli azzurri di restare uniti. L’area moderata però va avanti in ordine sparso

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Partiamo dalle certezze. Il primo inevitabile effetto dell’assoluzione di Silvio Berlusconi in Cassazione è il ritorno in pista del Cavaliere, con una dimostrazione di sostegno popolare. E poi una promessa: hic manebimus optime. La decisione della Cassazione è arrivata intorno alla mezzanotte, le ricadute politiche scattano in mattinata. Ma è lo stesso Berlusconi a dare il senso politico dell’assoluzione sul caso Ruby: “Ora, archiviata anche questa triste pagina, sono di nuovo in campo per costruire, con Forza Italia e con il centrodestra, un’Italia migliore, più giusta e più libera”, annuncia in una nota. Poi appuntamento per tutti a Palazo Grazioli, per brindare insieme.

TEMPO DI RINGRAZIAMENTI
Attraversata da più di un dubbio nei giorni scorsi, Forza Italia si ricompatta attorno al fondatore. “Ringrazio gli avvocati che mi hanno assistito, le persone care, i miei amici e collaboratori”, dice l’ex presidente del Consiglio, che estende il suo ringraziamento ai “leader politici di tutto il mondo, e i milioni di italiani di tutte le fedi politiche, che mi hanno testimoniato stima e rispetto”. Ma Silvio guarda anche alle toghe per dire un grazie ai magistrati “che hanno fatto il loro dovere senza farsi condizionare”. Quello che in altri Paesi sarebbe scontato”, sottolinea ancora, “in Italia è una prova di coraggio e di indipendenza che merita rispetto e ammirazione”. Sta a Brunetta passare al contrattacco: “Chi ripagherà adesso decine, decine e decine di persone che sono state violentate. Chi ripagherà l’uomo Berlusconi? Chi ripagherà il presidente Berlusconi? Chi ripagherà l’Italia di questi incalcolabili danni prodotti alla sua storia e alla sua immagine?”. Probabilmente sarà questo il leit-motiv delle prossime settimane. L’ex premier, intanto, dà a vedere di non voler guardare al passato, ma al futuro. Anche quello prossimo: “Dobbiamo essere uniti. Così faremo valere il nostro popolo che è sempre la maggioranza nel Paese”. Un messaggio per il suo partito e non solo.

LE PROSSIME SFIDE
A maggio sono previste le regionali e il Cavaliere, ora, vuol giocare la partita. Del resto due fatti nuovi costringono il centrodestra a interrogarsi sul suo futuro. L’assoluzione definitiva di Silvio e la fatwa di Matteo Salvini contro Flavio Tosi, espulso dalla Lega e pronto a ricostruire a sua volta un’area moderata lontana dalla linea radicale e populista imboccata dal Carroccio. Con buona pace del leader del Ppe Joseph Daul, da domani a Roma per convincere Berlusconi, Alfano, Casini, Fitto, Mauro, Cesa a restare uniti per tornare a vincere. La balcanizzazione dell’area moderata, in realtà, non è cosa semplice da ricomporre. E dal passato fa capolino pure Gianfranco Fini (un tempo “delfino” designato da Berlusconi) secondo cui il centrodestra non uscirà dalla sua crisi “manifesta e profonda” e non riuscirà a bloccare Matteo Renzi, che ormai si muove a tutto campo cercando adepti per il suo ‘Partito della Nazione’. Un’altra bella ragione per seguire con attenzione le prossime regionali.