Il collasso delle case popolari ad Amatrice. In cinque finiscono a processo. Le palazzine furono costruite con materiale inadeguato. Per l’accusa sarebbero crollate anche con una scossa di magnitudo inferiore

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Cinque persone a processo per i crolli delle due palazzine ex Iacp-ex Ater di piazza Augusto Sagnotti ad Amatrice (Rieti). Il gup del Tribunale di Rieti, Pierfrancesco de Angelis, ha disposto il giudizio per quel crollo in cui morirono 18 persone e ne rimasero ferite 3. L’accusa, per tutti, è di omicidio colposo plurimo, crollo colposo, disastro e lesioni. L’inizio del processo è fissato al prossimo 19 settembre. Dalle indagini è emerso che le due palazzine furono costruite con materiali inadeguati, pilastri sottili e armature esigue e calcestruzzo a bassa resistenza. Secondo l’accusa quei due edifici non avrebbero retto nemmeno una scossa anche inferiore alla magnitudo 6.0.

Saranno giudicati Ottaviano Boni, 79 anni, all’epoca direttore tecnico della Sogeap, impresa appaltatrice dei lavori, Luigi Serafini, 84, amministratore unico della Sogeap, Franco Aleandri, 84 anni, presidente pro-tempore dell’Istituto autonomo case popolari (Iacp), Maurizio Scacchi, 63, geometra della Regione-Genio Civile, Corrado Tilesi, 85 anni, all’epoca assessore ad Amatrice. Quattro persone, morte da tempo, non sono più perseguibili.

 

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