Il Consiglio di Stato non salva i macachi. Sono indispensabili per gli studi sulla cecità condotti dai ricercatori di Torino e Parma

Macachi
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La Fondazione Bietti e le Università di Torino e di Parma potranno riprendere le ricerche in campo medico con l’impiego di macachi nell’ambito del progetto “LightUp”, già autorizzato dal ministero della Salute e che ha come obiettivo quello di ridare la vista a migliaia di persone che l’hanno persa. E’ quanto ha stabilito il Consiglio Stato ritenendo sussistente la “legittimità” della sperimentazione sulle scimmie che aveva sollevato molte polemiche nelle scorse settimane.

“Il progetto non potrebbe essere raggiunto con metodologie effettuate direttamente sull’uomo”, scrivono i giudici del Consiglio di Stato, e “non sussistono metodi alternativi o la possibilità di effettuare la sperimentazione su un numero inferiore di macachi”. Il progetto LightUp è finito da tempo nel mirino degli animalisti. A gennaio dello scorso anno sempre il Consiglio di Stato aveva imposto uno stop alle sperimentazioni di quattro mesi, poi era stato il Tar del Lazio aveva dato ragione ai due atenei facendo riprendere le sperimentazioni.

La sperimentazione era stata poi di nuovo sospesa, ancora dal Consiglio di Stato, nell’ottobre scorso per verificare se il progetto di ricerca della Fondazione Bietti fosse perseguibile soltanto mediante sperimentazione sulla specie primati umani vivi e se il numero di sei primati fosse il minimo indispensabile. Verifica che ha dimostrato, secondo quanto si legge nella sentenza, che “la sperimentazione oggetto del progetto rispetta tutti i requisiti per essere autorizzata”. Per questo “non può e non deve essere annullata solo perché non esterna congruamente le ragioni per cui il progetto è assentibile, una volta dimostrato, come è stato dimostrato, che è effettivamente autorizzabile”.

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