Il Conte-ter riparte da Gualtieri. Responsabili permettendo. Via all’operazione per la nascita dei nuovi gruppi. Per il ministro dell’Economia la riconferma è assicurata

ROBERTO GUALTIERI
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Tra i principali sponsor della blindatura di Giuseppe Conte c’è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Anche il numero uno di via XX Settembre, a quanto risulta a La Notizia, si starebbe spendendo per l’operazione dei costruttori. Gualtieri, e per questo fu richiamato a suo tempo all’ordine anche dal Pd, diede man forte al premier per sostenere che il Mes non è la panacea di tutti i mali. E Conte, se dovesse farcela a ottenere il reincarico, nell’ambito del riassetto della squadra di governo, sarebbe pronto a difendere Gualtieri nel suo ruolo di guardiano dei conti pubblici.

L’operazione dei volenterosi, però, stenta a decollare al Senato. O meglio un gruppo si profila all’orizzonte ma i numeri non cambiano. A Montecitorio Conte non ha problemi. Sale a quota 324 il numero dei voti su cui potenzialmente può contare alla Camera, con il passaggio di Fausto Longo al Maie. Longo faceva prima parte della componente Popolo Protagonista del Misto che, pur dichiarando interesse alla operazione dei “volenterosi”, non aveva votato la fiducia. E Longo non aveva partecipato al voto che fece registrare 321 sì. A tale numero vanno ora aggiunti lui e due deputati M5S allora assenti perché positivi al Covid.

SCOGLIO SENATO. A Palazzo Madama invece non cambiano i numeri, visto che il nuovo gruppo che sta prendendo forma, annunciato da Gregorio De Falco, raduna senatori che già hanno votato la fiducia, che il 19 gennaio si fermò a 156 sì, a cui si può aggiungere un senatore di M5S assente per Covid. De Falco manifesta entusiasmo: “Stiamo raggiungendo l’accordo, insieme ai 5 senatori del gruppo Maie e altri che non fanno capo al gruppo Misto, dovremmo essere una decina”. De Falco, ex M5s e ora al Misto, ha appena chiesto di aderire al Centro democratico di Bruno Tabacci.

Il nuovo gruppo sarà dunque costituito a partire dalla componente del Misto Maie-Italia23 che oggi conta cinque senatori, che hanno già votato la fiducia al governo: Ricardo Merlo, Raffaele Fantetti, Adriano Cario, Maurizio Buccarella e Saverio De Bonis. A loro dovrebbero aggiungersi i due senatori ex FI (Rossi e Causin), la senatrice Sandra Lonardo e l’ex M5s Ciampolillo e De Falco. Anche loro la scorsa settimana hanno votato la fiducia. Il regolamento del Senato impone una serie di vincoli per poter formare un nuovo gruppo: il numero minimo di 10 senatori e poi l’aver presentato alle elezioni il proprio simbolo.

Il secondo requisito lo aveva già messo a disposizione il Maie (Movimento italiani eletti all’estero) che già sosteneva il Conte bis e che aveva fino allo scorso 19 gennaio solo cinque senatori, cosa che lo costringeva a essere solo una componente del gruppo Misto. Il nuovo gruppo, inoltre permetterà di avere un senatore in più in tutte le Commissioni parlamentari, bilanciando l’eventuale posizione contraria sui vari provvedimenti dei senatori di Iv. “Stiamo definendo lo statuto, i membri e i ruoli, non è ancora definitivo”, ha detto De Bonis.

Ma finora non ci sarebbero novità rispetto ai 156 sì. Se si sottraessero i voti dei tre senatori a vita (Cattaneo, Monti e Segre) e si aggiungesse quello del pentastellato assente si partirebbe da quota 154. Lontani dalla maggioranza assoluta di 161. Nuove adesioni potrebbero arrivare da senatori finora rimasti all’opposizione, si accreditano uscite da FI e da Iv, ma al momento su queste adesioni non arrivano conferme. Una ipotesi circolata è anche quella che il nuovo gruppo di responsabili al Senato potesse costituirsi a partire da Centro democratico di Tabacci, ma non sembrano esserci gli estremi perché Cd non ha finora senatori.

La Giunta del Senato si esprimerà oggi sulla richiesta avanzata da De Falco. Girano però già indiscrezioni sul futuro nome del gruppo dei responsabili. “Maie-Centro Democratico” con probabilmente un ulteriore nome o aggettivo che si rifaccia ai valori della “liberaldemocrazia”, ai temi ambientali e all’Europa. “Europeisti Maie Centro Democratico”, è il nome ipotizzato. In linea, quindi, con quella “coalizione Ursula” alla quale il governo uscente sta guardando per consolidare la maggioranza. L’importante è che si materializzi presto per le consultazioni. I totiani e l’Udc non sembrano al momento essere della partita. Hanno detto no a un Conte ter e guardano semmai a un esecutivo di unità nazionale. Ipotesi, però, bocciata da Partito democratico, Cinque Stelle e Leu. Almeno per ora.

 

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di Gaetano Pedullà

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