Il Demanio avvia una maxi dismissione di 1.600 immobili pubblici. L’operazione dovrebbe fruttare allo Stato circa 900 milioni

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Sono oltre 450 i beni alienabili di piccolo taglio contenuti nel piano dismissioni predisposto dall’Agenzia del Demanio. L’obiettivo è arrivare a 1.200 entro la fine dell’anno, cui vanno sommati i 400 pezzi di alto valore e pregio che rientrano nella lista proposta al Mef che il Tesoro inserirà in un apposito decreto previsto in manovra. Per un totale di 1.600 beni che dovrebbero portare nelle casse dello Stato oltre 900 milioni di euro nel 2019.

Tra i 400 beni più importanti proposti ci sono conventi, ville, caserme, aree industriali dismesse: un’operazione in cui l’Agenzia del Demanio metterà in vendita quest’anno volumi 5-6 volte superiori a quanto è stato fatto negli ultimi quattro anni. Tra i beni in vendita c’è la caserma alpini “Lamarmora”, a Tarvisio (nella foto): 16.065 metri quadrati di superficie lorda e 72.870 metri quadrati di superficie scoperta, con un mutamento della destinazione d’uso già in corso e obiettivo finale turistico ricettivo.

E ancora: l’ex convento di San Salvador a Venezia, Villa Camerata a Firenze e l’ex convento ed ex caserma Vittorio Emanuele II che si affaccia a strapiombo sul golfo di Gaeta. Di tutt’altro genere i rimanenti 1.200 beni in vendita, che hanno un valore limitato, sotto i 100.000 euro, la cui dismissione sta andando avanti con la procedura ordinaria. Si va da appartamenti di piccolo taglio a garage e posti auto, da terreni incolti a magazzini, passando per poligoni di tiro e gallerie antiaeree, che hanno un costo di manutenzione e la cui vendita rientra in un piano di ‘pulizia strategica’ del portafoglio per eliminare beni di scarso interesse.