Il discorso di addio di Napolitano: non lasciamo il Paese agli italiani indegni. Le riforme l’unica strada percorribile

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Non è solo un commiato. L’ultimo discorso di Capodanno di Napolitano va giù tutto d’un fiato. Senza pause. Frasi montate a getto continuo. Il Comandante dello Stato indica la rotta. Traccia la carreggiata sulla quale l’Italia dovrà muoversi. Riforme, lotta alla corruzione, ripresa economica. “La mie riflessioni – dice Napolitano – avranno per destinatario anche chi presto mi succederà nelle funzioni che sto per lasciare, rassegnando le dimissioni: ipotesi che la Costituzione prevede”.  Napolitano dice di non poter più sottovalutare i segni di affaticamento: “Ho toccato con mano i limiti dell’età”.

NON LASCIAMO IL PAESE AGLI ITALIANI INDEGNI
“Solo riconquistando intangibili valori morali la Repubblica potrà andare avanti. Non lasciamo che a occupare lo spazio siano solo italiani indegni. Affrontare le più gravi patologie di cui il nostro paese soffre: a cominciare da quella della criminalità organizzata e dell’economia criminale e da quella di una corruzione capace di insinuarsi in ogni piega della realtà sociale e istituzionale, trovando sodali e complici in alto. Un sottosuolo di marciume da bonificare”.

LE RIFORME
“L’aver tenuto in piedi la legislatura apertasi con le elezioni di quasi due anni fa, è stato di per sé un risultato importante : si sono superati momenti di acuta tensione, imprevisti, alti e bassi nelle vicende di maggioranza e di governo; si è in sostanza evitato di confermare quell’immagine di un’Italia instabile che tanto ci penalizza, e si è messo in moto, nonostante la rottura del febbraio scorso, l’annunciato, indispensabile processo di cambiamento”.

I GIOVANI E LA DISOCCUPAZIONE
“La questione chiave è il dilagare della disoccupazione giovanile e la perdita dei posti di lavoro. Dalla crisi  mondiale purtroppo non siamo riusciti a sollevarci. Occorre recuperare una ragionata fiducia in noi stessi”.

IL SEMESTRE EUROPEO
“L’Italia ha colto l’opportunità per sollecitare un cambiamento delle politiche dell’Unione Europea che accordino priorità al rilancio solidale delle nostre economie.  Non c’è niente di più velleitario e pericoloso di certi appelli al ritorno alle monete uniche”.

GLI ESEMPI
E dopo gli italiani indegni, quelli esemplari. Quei modelli in grado di ridare forza etica ai cittadini. A partire da Samantha Cristoforetti, da Fabiola Gianotti e dai medici di Emergency. Poi Papa Francesco.

IL SALUTO FINALE
“Ho fatto del mio meglio in questi anni lunghi e travagliati della mia presidenza per sanare le ferite subite all’unità nazionale e ridare ad essa l’evidenza perduta. Se mi sia riuscito toccherà a quanti vorranno con obiettività e spirito critico analizzare il mio mandato dirlo. Resterò vicino a tutti. Da ciascuno di voi può venire un impulso importante per il rilancio”.