Il dopo Expo a caccia di soldi. Sala mette all’asta 22 statue firmate Ferretti, 159 pali portabandiera e installazioni varie. Nella speranza che qualcuno se le compri

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di Stefano Sansonetti

Fare è stato complicato. Ma non è detto che disfare sia più semplice. Per esempio si proverà a vendere al miglior offerente la bellezza di 159 pali portabandiera. Oppure 22 statue che recano la firma dello scenografo premio Oscar Dante Ferretti. Più tutta una serie di installazioni. Ormai il dopo Expo è entrato nel vivo. E Giuseppe Sala, ancora per poco commissario alla manifestazione ma soprattutto candidato alle primarie di centrosinistra per la poltrona di sindaco di Milano, ha appena firmato un avviso d’asta per l’alienazione di tutta una serie di beni immobili che in un modo o nell’altro hanno caratterizzato l’Expo 2015. Il tutto suddiviso in cinque lotti, che verranno aggiudicati ai migliori offerenti. Il primo lotto comprende l’installazione “bandiere di Expo Milano 2015”. In pratica si tratta di 159 pali portabandiera, la maggior parte dei quali è collocata nel capoluogo lombardo tra piazza San Babila e piazza Cairoli. Progettate dallo Studio Migliore & Servetto e dall’architetto Italo Lupi, su queste strutture sono state issate le immagini delle bandiere dei paesi partecipanti. Si troverà qualcuno interessato a comprarsele? Vai a sapere. Forse maggior fortuna troverà il secondo lotto, con 22 statue alte 3,5 metri ciascuna, costruite in vetroresina, alluminio e ideate da Dante Ferretti. Rappresentano 7 personaggi, inventati per dar corpo al concetto di varietà alimentare: Enolo, Fornaro, Norcinello, Macedonia, Minestrello, Pasticcina e Ortolino. In vendita ci sono anche altri beni mobili progettati da Ferretti. Si tratta del lotto 3, ovvero sette mercati di generi alimentari che erano stati disposti lungo il “decumano”, la via principale del sito espositivo. Il lotto 4, invece, propone la vendita dell’istallazione “Agorà”, una sorta di struttura che replica in grande l’immagine di un pagliaio. Attualmente si trova in piazza Castello a Torino. Infine arriviamo al lotto 5, che si riferisce a un’altra installazione, ribattezzata “Expo Navigator Pavillion”, progettata da Italo Rota. Si tratta di una struttura che è stata utilizzata come spazio di accoglienza e presentazione della manifestazione. Ma quanto si aspetta di incassare Expo da questi beni? Nelle carte ci si limita a spiegare che “l’asta si terrà con il metodo dell’offerta segreta”. Gli interessati devono battere un colpo entro il prossimo 21 gennaio.

Twitter: @SSansonetti

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