Il flop del 2 per mille. Solo il 2,7% dei contribuenti regala soldi ai partiti. Nella graduatoria il Pd stacca tutti incassando l’assegno più largo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Alla fine, nonostante tutto, i partiti politici hanno portato a caa 9,6 milioni di euro grazie al 2 per mille. Si parla di flop visto che solo il 2,7% dei contribuenti nel 2015 ha scelto di destinare la quota a un partito: 1,1 milioni di persone su un totale di circa 41 milioni. Dati, quelli pubblicati dal ministero dell’Economia e delle Finanze che fanno riferimento all’anno d’imposa 2014.

IL CONFRONTO NON REGGE
Il confronto con l’anno precedente segna un miglioramento dello 0,04% delle preferenze espresse. Anche se c’è da sottolineare che nel 2014 la procedura per destinare il 2 per mille a un partito politico risultavano estremamente più complicate. Una misura introdotta proprio dal 2014 quando, spiega lo stesso ministero però,  “doveva essere effettuata attraverso un’apposita scheda che non era allegata all’ordinaria modulistica fiscale ma doveva essere prelevata dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate”.

CHI PRENDE DI PIÙ
La graduatoria di chi intasca più soldi è guidata dal Partito democratico che ha intascato 5,35 milioni di euro grazie al due per mille. Sono oltre 596 mila i contribuenti che hanno destinato il due per mille ai dem. A seguire c’è la Lega Nord a cui sono stati erogati 1,10 milioni di euro da 138.941 contribuenti. Dopo il Carroccio c’è Sel che ha ricevuto 881.588 euro e poi Forza Italia con poco più di mezzo milione di euro. Una graduatoria che non vede comparire il Movimento 5 Stelle che, come noto, rinuncia ai contributi. Ma il dato certo è quello della disaffezione dei cittadini dalla politica. Due mondi a parte.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La stampa e la sindaca deficiente

Le confidenze di Urbano Cairo ad alcuni tifosi del suo Torino hanno svelato cosa pensa questo editore (Corriere della Sera, La7 e altro ancora) della sindaca M5S Chiara Appendino, definita con fallo da Var, espulsione e retrocessione “deficiente”. Ma non c’è bisogno di videocamere nascoste o

Continua »
TV E MEDIA