Il fronte del Senato elettivo dichiara guerra a Renzi. Record di emendamenti in Commissione: sono oltre 513mila

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Governo sommerso da una valanga di emendamenti. Per la precisione parliamo delle proposte di correzione alla riforma costituzionale che formalmente porta la firma del ministro Maria Elena Boschi. Al di là della cifra, siamo di fronte all’ennesimo pantano in cui rischia di inabissarsi uno dei cavalli di battaglia dell’Esecutivo guidato da Matteo Renzi, ovvero il superamento del bicameralismo perfetto con un Senato non elettivo composto solo da consiglieri regionali e locali. E proprio sulla questione dell’elettività si sta sviluppando un’ampia convergenza parlamentare che rischia di mettere all’angolo il Governo. Sta di fatto che all’esame della Commissione affari costituzionali di Palazzo Madama sono stati presentati ben 513.450 emendamenti, una cifra record. L’altro ieri era stata la Lega Nord, con Roberto Calderoli, ad annunciare “mezzo milione” di emendamenti (sono suoi 510 mila emendamenti su 513 mila).

LA PROVOCAZIONE
Proprio il senatore leghista, in un post su Facebook, ha annunciato di aver preparato, per l’esame dell’aula, 6,5 milioni di emendamenti “per affossare la riforma, la legislatura e mandare finalmente a casa il capitan Fracassa Renzi”. Agli emendamenti leghisti vanno aggiunti quelli presentati da Sel, 1.043, più altri venti dalla componente del Gruppo Misto ‘L’altra Europa per Tsipras’. Poi ci sono quelli di Forza Italia, 1.075, tra cui alcuni per l’elezione diretta dei senatori, volti, secondo quanto spiegato dal capogruppo azzurro al Senato Paolo Romani, a restituire “legittimazione” e “rappresentatività” al Senato. Anche un membro di Ala (la nuova formazione di Denis Verdini), Vincenzo D’Anna, ha presentato un suo emendamento per un Senato composto da 157 senatori, più 5 di nomina presidenziale, eletti con “suffragio universale e diretto”. Si tratta tuttavia di una presa di posizione a titolo personale, chiariscono i verdiani. Sono invece 194 le proposte di modifica del M5S: i Cinque Stelle insistono soprattutto per modifiche sostanziali al criterio di elettività del Senato e di bilanciamento dei poteri tra governo e Parlamento. Da Area popolare sono giunti 11 emendamenti, da Fare (i senatori vicini a Flavio Tosi) 259, dal Gruppo delle Autonomie (nelle cui fila non mancano esponenti favorevoli al Senato elettivo, come riferito dal senatore socialista Buemi) 45.

I CONTEGGI
Ma le proposte su cui sono puntati i riflettori sono quelle della minoranza dem, che ha presentato 17 emendamenti, tra i quali ci sono richieste di modifica all’articolo 2 sulla composizione ed elezione del Senato, di modifica delle funzioni del futuro Senato e sull’elezione del presidente della Repubblica. Un fronte così ampio, quello dei favorevoli al Senato elettivo, da far dire al senatore dem dissidente Vannino Chiti che “vi sarebbero le condizioni per un’intesa ampia” su questa modifica. Secondo un primo, teorico, conteggio un Senato eletto direttamente dai cittadini può contare su una base iniziale di almeno 176 senatori sommando minoranza Pd, gruppo delle Autonomie, Sel, M5S, Forza Italia, Lega e il senatore D’Anna di Ala.

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