Il giorno della verità per Tsipras. A rischio le sue riforme flash. Il premier alla prova del Parlamento

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Firmare l’accordo umiliante per la Grecia è stato più facile che adesso farlo rispettare. A solo un giorno dalal scadenza dell’impegno di approvare un grosso pacchetto di riforme, il fronte interno sta stritolando il premier Alexis Tsipras. Sulle sue spalle – e probabilmente sull’avvicinarsi della fine per la sua carriera politica – c’è l’obbligo di tagli durissimi. Il piano da 12 miliardi presentato allo Troika da Atene, fatte le debite proporzioni, equivale a un salasso da cento miliardi per l’Italia. Naturale che la politica, le parti socialie e la piazza siano tutte contro di lui, il premier che ha sventolato davanti al toro di Bruxelles il mantello rosso del referendum e quando il toro lo ha puntato si è arreso. Una capitolazione che ha spaccato il suo partito Syriza, con la fronda più radicale fortemente contraria all’intesa, così come l’alleato di governo Anel (di destra). I partiti, è chiaro, guardano già al domani. Salvata la Grecia in Europa, se mai si salverà, si andrà di nuovo alle elezioni. E chi avrà accettato i nuovi sacrifici ne pagherà il prezzo.

SCORCIATOIE DIFFICILI
Per questo lo stesso Tsipras sta cercando per quanto possibile marcia indietro, escludendo dal provvedimento intitolato “Misure urgenti per la negoziazione e la conclusione di un accordo con l’Esm” la revisione delle baby pensioni sulla quale si deve esprimere la Corte Costituzionale. Saltano invece a partire da ottobre i privilegi fiscali per le isole principali, mentre per le più piccole si dovrà attendere ancora un anno.
Tsipras sparge ottimismo: “siamo di fronte a un accordo duro che però non porta ad un’impasse e può fare uscire la Grecia dalla crisi. Farà dimenticare la parola Grexit ed è migliore di quello del 25 giugno scorso”, ha detto ancora ieri. “Il modo in cui è stato visto il referendum” in Grecia “non onora l’Europa”, ha aggiunto il leader greco, ricordando di aver “spiegato al popolo perché si andava al referendum. Potete accusarmi di essermi fatto delle illusioni sul fatto che in Europa avrei vinto io, ma non potete dire che io abbia detto menzogne ai greci”.

GRATITUDINE ALL’ITALIA
Alla fine Tsipras spera di non tagliare stipendi e pensioni. Confermato anche che l’età pensionabile sarà elevata a 67 anni. Il premier ha anche escluso l’ipotesi delle dimissioni: “Non lascerò il Paese nella catastrofe”. Quindi la stoccata a Varoufakis, l’ex ministro del tesoro che “ha commesso evidenti errori durante il negoziato benché al principio è stato capace d’imprimere un buon ritmo: mi assumo la responsabilità. Essere un eccellente studioso – ha aggiunto – non significa necessariamente essere un buon politico”. Infine, Tsipras ha parlato degli “alleati” europei: “Durante l’Eurosummit – ha detto – la Grecia ha avuto l’appoggio di Francia, Italia e Cipro”. Adesso però resat lo scoglio del voto in parlamento. Alla fine l’approvazione del piano quasi certamente ci sarà. Ma anche i tempi così stretti resteranno un’umiliazione incancellabile.