Il Giubileo non porta turisti, molto meglio l’Expo di Milano. L’Anno Santo a Roma è un mezzo flop

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di Stefano Iannaccone

Il turismo italiano ha archiviato un buon 2015. Con un incremento della spesa dei visitatori stranieri pari 4,5%. Per un totale di 35 miliardi e 765 milioni di euro, certificato dalla Banca d’Italia. Ma nell’ultima parte c’è una coda che alimenta perplessità. Non c’è stato l’effetto-Giubileo a Roma, a differenza della spinta arrivata dall’Expo di Milano. Per carità, nella Capitale c’è stato un incremento che ha portato al superamento dei 6 miliardi di affari. Dati alla mano, però, la variazione tra il 2014 e il 2015 è pressoché simile a quella verificatasi tra il 2013 e il 2014: poco sopra i 400 milioni di euro. Un segnale che la macchina dell’Anno Santo non ha funzionato come previsto, almeno sotto il profilo dell’attrazione.

SI FINISCE MALE – Gli attentati del 13 novembre di Parigi hanno favorito una frenata complessiva nella parte finale del 2015: nel quarto trimestre dell’anno l’incremento in Italia è infatti stato dell’1,9%, mentre nel terzo era del 4,3%. E nei due trimestri precedenti era superiore al 5%. Qui viene chiamato in causa il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, insieme alla macchina del Comune di Roma. Già nello scorso gennaio la deputata del Movimento 5 Stelle, Azzurra Cancelleri, aveva presentato un’interrogazione alla Camera, denunciando la sofferenza del “comparto delle agenzie di viaggi e turismo e tour operator”. E chiedendo di predisporre una campagna di promozione per il turismo. Ma nulla è stato fatto in tal senso. “Roma ha dovuto fare tutto con le proprie bellezze”, accusa la parlamentare pentastellata. La fotografia scattata dalla Banca d’Italia conferma quindi una crescita, favorita in parte dell’Expo: a Milano la spesa degli stranieri è aumentata di quasi 450 milioni nel 2015 rispetto all’anno precedente. Mentre nel raffronto tra il 2013 e il 2014 la variazione era pressoché nulla: i turisti sono aumentati grazie all’Esposizione Universale.

POCHE NOTTI – Un aspetto non positivo riguarda poi i tempi di pernottamento nelle città italiane: “Con riferimento ai soli viaggiatori pernottanti, la durata media del viaggio per gli stranieri (6,5 giorni) è diminuita del 2,2%”, scrivono gli analisti di Palazzo Koch nella relazione che illustra i dati. Dunque c’è un aumento del numero di visitatori, che però lasciano presto il Belpaese. “Questo è un elemento di riflessione”, osserva Aris Prodani, componente della commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera. Insomma, il quadro tracciato dalla Banca d’Italia non è quello dei sogni, nonostante a un primo sguardo ci siano molti motivi di soddisfazione. “I dati non sono indicativi di una reale attenzione del Governo al turismo”, ragiona Cancelleri. “L’Italia – aggiunge la deputata – ha un patrimonio che attira a prescindere. E non si vede alcuna crescita dirompente. Tanto più se si pensa che il 2015 è stato l’anno dell’Expo a Milano e dell’inizio del Giubileo a Roma”.

Tw: @SteI