Il giudice del caso Gregoretti sorpreso dalle Iene a pranzo in un noto ristorante di Roma. Ma la Capitale era arancione e il locale doveva essere chiuso

Nunzio Sarpietro
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Lockdown e norme anti covid valgono per tutti? È il 28 gennaio: il giudice Nunzio Sarpietro (nella foto) arriva a Roma per sentire l’allora premier Giuseppe Conte sul “caso Gregoretti” (leggi l’articolo) e infrange il dpcm in vigore, pranzando in un ristorante che sarebbe dovuto essere inaccessibile al pubblico come quelli di quasi tutto il territorio nazionale. In quei giorni 15 regioni italiane erano in zona rossa e arancione e i ristoranti erano quindi chiusi al pubblico oltre che a cena anche a pranzo. A rivelare l’imbarazzante vicenda sono Le Iene, in un servizio firmato da Filippo Roma e Marco Occhipinti che andrà in onda stasera, in prima serata su Italia 1.

Chiamato a decidere su uno dei casi giudiziari più discussi della politica italiana, nonostante il pm Andrea Bonomo abbia per due volte chiesto l’archiviazione del caso, il Gup Sarpietro ha deciso invece di sentire tutti i ministri coinvolti. Ad ottobre presso il Tribunale di Catania è stata la volta dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che al momento è indagato per sequestro di persona. A dicembre invece ha ascoltato gli ex ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta. Venerdì prossimo sentirà i nuovi ministri del Governo Draghi Luigi di Maio e Luciana Lamorgese, mentre il 28 Gennaio, in piena crisi di Governo in corso, è arrivato nella Capitale per interrogare l’allora premier Giuseppe Conte.

Il giudice trascorre la mattinata a Palazzo Chigi e dopo aver sentito il presidente del Consiglio improvvisa una conferenza stampa ripresa da tutti i tg. Poco dopo attraversa il centro della città, passa per le strade più note della capitale fino ad arrivare in zona Porta Pia, ed entra per pranzare in uno dei ristoranti di pesce più rinomati di Roma, che sarebbe dovuto essere chiuso al pubblico, a pranzo e a cena, come da dpcm.

Il giudice – alla vista dell’inviato della trasmissione di Mediaset – spiega che si trova in quel ristorante a pranzo perché era l’unico modo per passare del tempo in compagnia della figlia. Filippo Roma allora gli chiede se quello è un buon motivo per violare un decreto in vigore, se è rispettoso nei confronti dei tanti cittadini che non possono farlo e verso tutti gli esercizi che devono stare chiusi per osservare le regole.

Il giudice dichiara, in un primo momento, di non trovare il proprio un comportamento grave, poi quando la Iena lo incalza ammette la violazione, “non di una legge, ma di un regolamento”, ma sostiene non si tratti di nulla di drammatico, di tenere comunque un comportamento sicuro e si dice disposto a pagare una sanzione. E sottolineando la frugalità del suo pranzo, dichiara: “Guardi c’è solo un goccino di vino e tre piatti freddi” (polpo verace, ndr.). Ma è possibile che uno dei ristoranti di pesce più rinomati della capitale apra apposta e rischi una multa per tre antipasti di polpo e un bicchiere di vino? Si chiede Filippo Roma.

Il ristoratore descrive il menù scelto dai tre commensali, ben più ricco da quello dichiarato da Sarpietro: antipasti di polpo, dei piatti di pesce crudo con gamberi, scampi e palamide, degli spaghetti alle telline, e una spigola al sale, il tutto accompagnato da una bottiglia di pregiato champagne. Per quale occasione tutte queste prelibatezze? Il ristoratore racconta si tratterebbe della promessa di matrimonio della figlia del giudice che siede lì al tavolo accompagnata dal fidanzato.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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