Il Governo al lavoro sul maxi decreto Coronavirus. Aiuti a sanità, famiglie, imprese e lavoratori. Spinta alla produzione italiana di mascherine

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Aiuti a sanità, famiglie, imprese, lavoratori e una spinta alla produzione italiana di mascherine e dispositivi di sicurezza. E’ quanto prevede la nuova bozza del maxi decreto a cui sta lavorando il governo in queste ore per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. La bozza, anticipata dall’Ansa, prevede 113 articoli ed è ancora oggetto di revisione e suscettibile di modifiche. Il maxi decreto, confermano fonti dell’Esecutivo, potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri in serata su proposta del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

“Nelle prossime – ha annunciato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso di una diretta Facebook – ci sarà un Cdm per varare misure economiche importanti che utilizzano una parte di quei 25 miliardi per aiutare le aziende e lavoratori in difficoltà. Vogliamo che nessuno perda il lavoro e per fare questo abbiamo bisogno di dare aiuto economico alle imprese, ai lavoratori all’economia che in questo momento si sta fermando. Ringrazio tutti i lavoratori nelle fabbriche, i guidatori di camion che stanno rifornendo i nostri alimentari, i nostri alimentari, le nostre farmacie, i farmacisti che danno consigli, i medici, infermieri operatori socio-sanitari, professori della comunità scientifica, tutte queste persone che aiuteremo con il decreto legge che stiamo per approvare”.

Secondo quanto prevede la bozza, Il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato sarà incrementato di 1,150 miliardi di euro per l’anno 2020. Per fare fronte all’emergenza il governo potrà emettere nuovo debito fino a un massimo di 25 miliardi. “Al fine di reperire le risorse per assicurare la liquidità necessaria all’attuazione degli interventi – si legge nelle disposizioni finanziarie – è autorizzata l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25.000 milioni di euro per l’anno 2020”.

IMPRESE E LAVORATORI
Il decreto prevede la Cassa integrazione salariale in deroga (5 milardi lo stanziamento), per le aziende che occupano più di 5 dipendenti, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e massimo per nove settimane, previo accordo con le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale. Agli automi sarà riconosciuta una indennità, una tantum, di 500 euro. L’indennità è prevista per professionisti e collaboratori, per gli stagionali, i lavoratori del turismo e delle terme, dell’agricoltura e anche per i lavoratori dello spettacolo.

La bozza prevede che “Invitalia, in qualità di soggetto gestore delle principali agevolazioni nazionali alle imprese, sia autorizzata a erogare finanziamenti a fondo perduto o contributi in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese che producono dispositivi di protezione individuale e medicali, per assicurarne l’adeguata fornitura nel periodo di emergenza del Covid-19”.

Arriva anche Fondo per il reddito di ultima istanza per garantire un’indennità, ai lavoratori dipendenti e autonomi, compresi i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria che, in conseguenza dell’emergenza coronavirus hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, e che nel corso del 2019 hanno prodotto un reddito da lavoro non superiore a 10.000 euro. Il Fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sarà un decreto del Ministro del Lavoro, da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto, a stabilire i criteri di priorità e le modalità di attribuzione. Un premio di 100 euro per il mese di marzo 2020 ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che abbiano continuato a lavorare nella sede di lavoro. Il premio spetterà a chi guadagna non più di 40mila euro l’anno ed è esentasse. Viene rapportato ai giorni di lavoro in sede e viene dato in via automatica dal datore di lavoro, se possibile nella busta paga di aprile o comunque entro il conguaglio di fine anno.

Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nell’ultimo periodo di imposta, i ricavi e i compensi percepiti fino al 31 marzo 2020 non saranno assoggettati alle ritenute d’acconto, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti che opteranno per questa soluzione dovranno rilasciare un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo dal mese di maggio, senza applicazione di sanzioni e interessi.

TASSE
La bozza prevede la sospensione degli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, per il periodo dall’ 8 marzo al 31 maggio 2020. I versamenti tributari saranno effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo dal mese di maggio 2020. Non si procederà al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti sospesi saranno effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni. Credito d’imposta del 60% degli affitti di marzo di negozi e botteghe. Lo sconto fiscale non sarà applicato alle attività che sono state identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità e che sono rimaste aperte.

SANITA’
Le Regioni potranno costruire nuove strutture sanitarie ad hoc per il Covid-19, anche in deroga alle normali procedure, e finanziamenti a fondo perduto da parte di Invitalia alle imprese che producono dispositivi di protezione individuale (Dpi) come mascherine e tute. “Le Regioni e le Province autonome – si legge nel documento – possono attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza COVID-19, sino al termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020. I requisiti di accreditamento non si applicano alle strutture di ricovero e cura per la durata dello stato di emergenza”. I dispositivi di protezione individuale saranno forniti “in via prioritaria ai medici e agli operatori sanitari”.

I prefetti potranno requisire strutture alberghiere, ovvero altri immobili idonei, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare. Il capo della Protezione civile può inoltre requisire in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, “presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché beni mobili di qualsiasi genere”. Anche in questo caso sono previsti indennizzi.

FAMIGLIE
I genitori lavoratori dipendenti del settore privato e i genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla gestione separata potranno usufruire, per i figli fino a 12 anni di età, di un congedo straordinario per un periodo continuativo o frazionato fino a 15 giorni, con un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione o di 1/365 del reddito.