Il governo Conte non arretra sui migranti: “Chi sbarca in Italia, sbarca nell’Ue”. A Bruxelles il premier Conte compie il primo passo per superare Dublino. Macron: “Non prendiamo lezioni da nessuno”. Tsipras: “Proposte già viste”

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le posizioni non sono cambiate e l’Europa resta spaccata sui migranti. Il pre-vertice a sedici di Bruxelles si chiude senza un’intesa, con i leader impegnati più’ ad evitare lo scontro che a cercare una sintesi. Ad Angela Merkel, all’uscita della riunione, resta così lo spazio per poter parlare di “buona volontà” mostrata da tutti al tavolo per superare i disaccordi sul tema migranti e trovare una “soluzione europea” al Consiglio europeo di giovedì e
venerdì. L’Italia non ha alcuna intenzione di arretrare sulla questione migranti. Dopo una settimana di tensioni con mezza Europa il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è arrivato a Bruxelles annunciando che l’Italia, in occasione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, porterà al tavolo la sua proposta.

“Sono appena arrivato a Bruxelles per portare la proposta italiana sul tema immigrazione: European Multilevel Strategy for Migration. L’Italia in Europa è chiamata ad una sfida cruciale. E vi garantisco che sarà un radicale cambio di approccio sul tema”, ha scritto prima su Twitter il nostro premier. Nel piano italiano si prevede di rafforzare le frontiere esterne e gli accordi tra Ue e paesi terzi, oltre che di creare centri di protezione internazionale negli Stati di transito. Ma soprattutto di superare il regolamento di Dublino, con un colpo
di spugna alla regola della responsabilità’ del Paese di primo ingresso, stabilendo piuttosto che “chi sbarca in Italia” arriva nell’Ue.

Poi parlando con i giornalisti a Bruxelles Conte ha spiegato: “La proposta italiana è completamente nuova, basata su un nuovo paradigma di risoluzione dei problemi della migrazione. Si basa su 6 premesse e 10 obiettivi. È mirata a proporre una puntuale politica di regolazione e gestione dei flussi migratori che sia realmente efficace e sostenibile – ha proseguito -. È una proposta che mira a superare completamente il regolamento di Dublino, perché crediamo sia basato su una logica emergenziale mentre in realtà noi vogliamo affrontare il problema in modo strutturale. Le nostre opinioni pubbliche ce lo chiedono”.

Sarà una proposta basata su dieci punti in cui sarà chiesta “responsabilità comune tra Stati sui naufraghi in mare”. In cambio di questa condizione il governo italiano accetterebbe gli accordi sui movimenti secondari richiesti dalla Merkel: cioè quelle intese per impedire ai migranti registrati in un Paese di riversarsi negli altri.

Emmanuel Macron, dopo le velenose polemiche con l’Italia dei giorni scorsi, è tornato a sottolineare con tono
polemico come la Francia “non abbia lezioni da prendere da nessuno” perché “quest’anno e’ stato il secondo Paese per richieste d’asilo accolte”.

Durante la discussione, e’ stata registrata disponibilità a lavorare sui tasselli che costituiscono la dimensione esterna del documento arrivato da Roma, peraltro non del tutto originale, come osserva anche il premier greco Alexis Tsipras: “Penso che per la maggior parte si tratta di proposte che abbiamo già cercato di attuare”.

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di Gaetano Pedullà

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