Guerra ai furbetti del cartellino: Madia promette licenziamenti. Il ministro scopre che si possono mandare a casa. Tolleranza zero dopo gli assenteisti di Sanremo

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di Marco Castoro

Se un dipendente di un’azienda privata falsa il cartellino di ingresso in ufficio. Oppure risulta al lavoro quando invece se ne sta a spasso. O ancora sfoggia falsi certificati medici per coprire le sue assenze. Che cosa accade? Viene licenziato in tronco. Senza passare dal Via, direbbero i giocatori di Monopoli. Come è giusto che accada. Perché i furbetti sono nocivi per tutti i lavoratori. Sia per l’immagine, sia per la mole di lavoro che tocca agli altri portare comunque a termine. Ora finalmente anche il ministro Madia si è svegliata e ha pronunciato le sacrosante parole: i furbetti del cartellino vanno licenziati. Anche se sono statali o del pubblico impiego. L’ultimo vergognoso caso del comune di Sanremo sommerso da assenteisti ha scosso gli animi perfino dei sindacalisti. Certi personaggi sono indifendibili e screditano l’intera categoria di lavoratori.

LEGGE BRUNETTA
Ma le condizioni per licenziare un dipendente pubblico ci sono. Non bisogna fare nessun nuovo provvedimento. Basta solo applicare la legge Brunetta. L’ex ministro della pubblica amministrazione nel Governo Berlusconi mise i paletti per procedere ai licenziamenti per motivi disciplinari. Eccoli: 1) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento; 2) giustificazione dell’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa; 3) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni; 4) ingiustificato rifiuto del trasferimento; 5) documentazioni false; 5) gravi condotte aggressive, moleste o minacciose; 6) condanna penale definitiva.
Nel 2013 i lavoratori statali licenziati sono stati 99 mentre 620 quelli mandati a casa tra i 3 milioni di dipendenti degli enti locali.

LA RIFORMA
«Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va, deve essere licenziato» ha detto il ministro Marianna Madia, intervenendo a un convegno sull’efficienza della Pubblica amministrazione organizzato da Rete Imprese Italia. Poi ha aggiunto: «C’è però un luogo comune di cui dobbiamo liberarci: è quello di dire che tutti i dipendenti pubblici siano dei fannulloni. Ciò non è affatto vero». Premesso ciò la Madia ha parlato della nuova riforma: «Il 21 novembre a Torino presenteremo tutte le innovazioni della Pa che passa per il digitale». Gli obiettivi? «Non bisogna lasciare gli imprenditori ostaggio di incertezze, regole e burocrazia».