Il Governo non esclude restrizioni anti-Covid anche in primavera. Gualtieri: “Lo scostamento da 32 miliardi sufficiente ad attutire l’impatto economico”

ROBERTO GUALTIERI
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Lo scostamento da 32 miliardi approvato ieri in Parlamento servirà a mettere in campo “un nuovo pacchetto di aiuti per attutire l’impatto economico” delle restrizioni anti-Covid. Ma il Governo – ha confermato oggi il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in una lettera al vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, e al Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni – ha già previsto di accantonare “risorse sufficienti” se le restrizioni dovessero protrarsi “anche in primavera”. Un’eventualità, ha scritto il titolare nel Mef, che “non si può escludere” e “di conseguenza il governo desidera avere risorse sufficienti per rispondere a questa eventualità e prolungare, se necessario, lo schema di integrazione salariale fino all’autunno”.

Quello votato ieri in Parlamento è il primo scostamento di bilancio del 2021 da 32 miliardi di euro, funzionale al decreto Ristori (il quinto) per gli aiuti a imprese e famiglie colpite dalla pandemia. Contributi a fondo perduto generalizzati anche alle partite Iva e bonus 1000 euro per stagionali, intermittenti; rottamazione quater delle cartelle esattoriali con nuovo saldo e stralcio e proroga della cassa integrazione Covid con blocco dei licenziamenti fino a giugno le misure più importanti per tentare di arginare una crisi economica che, soprattutto per alcune categorie, si fa sempre più pesante.

Un totale, quello delle risorse finora stanziate dall’esecutivo Conte, che supera i 140 miliardi di euro, in tutti i casi le manovre di scostamento sono state votate anche dall’opposizione: non fa eccezione quella di ieri su cui il centrodestra non ha fatto mancare il proprio sostegno. “Nonostante una pretesa autosufficienza che non esiste, il centrodestra non intende privare le famiglie e le aziende italiane degli aiuti necessari in un momento così drammatico: per questa ragione, come annunciato, voterà compatto lo scostamento di bilancio”, avevano annunciato alla vigilia del voto i leader della coalizione Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi in una nota congiunta.

L’appello del viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, che intervenendo nell’aula del Senato al termine della discussione generale sullo scostamento di bilancio per i nuovi ristori ha sottolineato l’importanza di un voto unanime in Aula da interpretare come “un segnale di unità e di lavoro condiviso nell’interesse generale del Paese”, è stato raccolto anche dai senatori di Italia Viva: la risoluzione di maggioranza ha ottenuto 291 sì, zero no e un astenuto. E’ il responsabile economico del partito e presidente della Commissione Finanze alla Camera (dove il provvedimento è stato approvato con 523 sì 3 no e 2 astenuti) Luigi Marattin ad annunciare il voto favorevole, seppur con un riferimento polemico al Mes: “Oggi autorizziamo 32 miliardi di nuovo deficit, ci costeranno 4,1 miliardi di interessi passivi nei prossimi dieci anni, potevano costarci zero o, anzi, avremmo potuto anche guadagnarci un po’ grazie ai tassi negativi che avremmo avuto accedendo alla linea pandemia del Mes”.

In ogni caso ieri è andata, ma i numeri risicati della maggioranza orfana dei renziani, soprattutto a Palazzo Madama potrebbero mettere in difficoltà i giallorossi su diversi fronti: Matteo Renzi ha già annunciato che il 27 gennaio alla Camera (e probabilmente lo stesso giorno anche il Senato) Italia viva “voterà contro la relazione del ministro della Giustizia Bonafede sulla giustizia”, che è un tema “caldo”: sotto i riflettori ci sono anche le riforme della giustizia civile e penale, in esame nelle commissioni dei due rami del parlamento. Si tratta proprio di due commissioni in cui i voti di Italia viva potrebbero diventare determinanti. (L.T.)