Il Governo riscrive i decreti sicurezza. E la Lega riparte con la propaganda. Per Salvini è stato fatto un favore agli scafisti. La maggioranza lo zittisce: solita strumentalizzazione

di Davide Manlio Ruffolo
Politica

Più che sui temi economici, in Italia le divisioni tra maggioranza e opposizioni sono chiare soprattutto in fatto di immigrazione e sicurezza. Così dopo la modifica dei decreti voluti dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, in Parlamento è bagarre con le opposizioni che gridano allo scandalo e la maggioranza che brinda all’ennesimo risultato di questa legislatura. Sebbene l’intenzione del governo, sancita con un patto tra le forze che lo compongono, fosse chiara da tempo, il Capitano, travolto da scandali e inchieste, non si è fatto scappare l’occasione per rispolverare i suoi cavalli di battaglia definendo le novità dei “decreti clandestini” e annunciando una raccolta firme per bloccarli.

“Invece di costruire, distruggono” ha sostenuto il leader del Carroccio spiegando che “smontano Quota 100 e Flat Tax per le partite Iva, disastrano la scuola e tornano ai porti, e portafogli, aperti per scafisti e clandestini. Li fermeremo anche grazie alle firme dei cittadini”. Inutile dire che le cose non stanno affatto così perché non è vero che si sta facendo quello che Salvini definisce “un favore agli scafisti” come non è vero che Quota 100 è stata affatto cancellata dall’esecutivo giallorosso in quanto era in scadenza a fine 2021 e semplicemente si è deciso di non rinnovare la misura. Ma poco importa perché secondo il leader della Lega a sbagliare sono sempre gli altri e così ha affondato il colpo: “L’Italia ha bisogno di qualcuno che ricostruisca, che fa, che innova, che migliora, non che azzera” in quanto con le nuove norme “si torna esattamente alla mangiatoia sull’immigrazione clandestina e agli sbarchi a migliaia”.

Dello stesso avviso Giorgia Meloni secondo cui “Giuseppe 2 e il suo governo hanno smantellato i decreti del loro più grande nemico: il Giuseppe 1”, per giunta dando “un segnale di arrendevolezza ai trafficanti di esseri umani che porterà a un aumento degli sbarchi e isolerà l’Italia in Europa”. Ricostruzioni che la maggioranza ha respinto al mittente. Tra chi ha risposto a tono al Capitano c’è l’esponente di Leu, Nicola Fratoianni, che ha detto: “Decreti clandestini, mangiatoia, pacchia per scafisti, cosi Salvini definisce le modifiche ai suoi decreti che hanno prodotto solo danni, insicurezza e inutili sofferenze ai più fragili. E ci vuole davvero tanta faccia tosta per lanciare accuse di questo genere, quando si devono ancora restituire 49 milioni di euro agli italiani, e ogni giorno si scoprono gli affari opachi dei commercialisti della Lega. Ma si sa loro sono quelli dei porti chiusi e dei conti aperti, magari all’estero…”. Euforico il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, secondo cui “i decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Vogliamo un’Italia più umana e sicura”.

L’ATTO DELLA DISCORDIA. Al di là delle polemiche, non si può dire che ora l’Italia diventa il paradiso degli scafisti o che nel diminuirà la sicurezza. Anzi è vero il contrario perché con i nuovi decreti vengono cancellate le multe milionarie per le ong e lo stop alla confisca delle navi, a condizione che gli equipaggi informino le autorità italiane a ogni intervento di salvataggio. Insomma niente che abbia a che fare con gli scafisti. Ma c’è di più. Per aumentare la sicurezza , è stato deciso di inasprire le pene per i violenti e gli spacciatori, come conseguenza dell’uccisione di Willy Monteiro a Colleferro. In ultimo, con una battaglia portata avanti da M5S in commissione Antimafia, è stato introdotto “il nuovo reato che punisce chi introduce o detiene all’interno delle carceri telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione”.