Il Governo scopre che c’è tensione nel Paese. La Lamorgese parla di rischi per la tenuta sociale. “L’incertezza legata alla guerra potrebbe avere un pesante impatto economico”

Lamorgese
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“La situazione di incertezza sul fronte economico e sociale che la guerra ha aperto, anche per i riflessi sul mercato energetico e sull’approvvigionamento di materie prime, potrebbe avere un pesante impatto sulla produzione industriale, sulla crescita economica, sui livelli occupazionali e, quindi, sulla tenuta sociale del Paese. Dove si aprono separazioni e divisioni, là si è chiamati a unire, a fare coesione”. È quanto ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo dalla cerimonia per i 170 anni della Polizia di Stato (qui il video).

Lamorgese: “L’incertezza legata alla guerra potrebbe avere un pesante impatto economico”

“Garantire il diritto di parola e di dissenso è un supremo esercizio di democrazia. Ma questi diritti – ha detto il ministro dell’Interno Lamorgese – vanno necessariamente bilanciati con la tutela di altri valori costituzionali e dei diritti di tutti gli altri cittadini”. L’esponente del Governo ha sottolineato come la Polizia ha gestito la sicurezza durante la pandemia “con equilibrio e compostezza, hanno garantito il rispetto delle regole di contenimento del contagio, assicurando una prudente gestione dell’ordine pubblico in occasione di numerose manifestazioni di piazza, respingendo il rischio di pericolose derive”.

“Le forze di polizia sono tenute ad uno sforzo. Dobbiamo scongiurare che i bambini e le donne che fuggono da quei teatri di guerra”

“Le forze di polizia sono tenute ad uno sforzo. Dobbiamo scongiurare – ha detto ancora Lamorgese -, tra l’altro, che i bambini e le donne che fuggono da quei teatri di guerra, rimangano preda di organizzazioni criminali intenzionate a farne oggetto di una turpe attività di traffico”.

“Oggi – ha proseguito il ministro Lamorgese – il nostro paese si trova a dover affrontare un’ulteriore emergenza relativa alla crisi bellica in atto nel nostro Continente. Come ha detto il Capo dello Stato, è un retrocedere della storia e della civiltà, le democrazie non devono accettare questo arretramento culturale e politico, anzi devono essere capaci di porre le condizioni affinché le conseguenze della guerra possano essere gestite limitando il più possibile l’impatto sociale di questa nuova crisi”.

“È quanto mai indispensabile – ha detto ancora il ministro dell’Interno – non arretrare rispetto al contrasto della criminalità organizzata anche per scongiurare il rischio di interferenze nella gestione delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, una grande occasione per il nostro Paese In questo quadro, la Polizia di Stato con intelligente flessibilità, non farà mancare una adeguata risposta alle nuove istanze che affiorano da una società in continua evoluzione e sempre più esposta alle insidie criminali”.