Il Grillo per la testa di Beppe: lasciare la proprietà del logo M5S al Direttorio e ai parlamentari. A Genova il vertice con i fedelissimi per risolvere anche la grana Pizzarotti

dalla Redazione
Politica

Una nuova rivoluzione per il Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo, infatti, nel giorno del suo compleanno, il 21 luglio, ha convocato il direttorio (composto dai deputati Di Maio, Di Battista, Sibilia, Ruocco e Fico) per analizzare le modifiche alle regole che saranno sottoposte alla rete a partire dal 25 luglio.

Sembrerebbe che una delle ipotesi, studiate da settimane con gli avvocati, è quella di far entrare i cinque parlamentari nell’Associazione Movimento 5 stelle di cui prima erano parte Grillo, Gianroberto Casaleggio, il commercialista del comico Enrico Nadasi e il nipote Enrico Grillo. In questo modo verrebbe trasferita anche a loro la proprietà del simbolo. La seconda opzione è quella di affidare invece il logo all’associazione Rousseau che però è stata registrata dalla Casaleggio associati.

A febbraio scorso, il suo nome era venuto meno nel logo, ma la proprietà, a differenza del vecchio marchio che apparteneva a Grillo in persona, è rimasta all’associazione Movimento 5 stelle con sede nello studio legale di Enrico Grillo, nipote di Beppe e noto alle cronache per aver registrato il “non statuto” del M5s.

Si prospettano, dunque, cambiamenti di un certo rilievo. Cambierà, in questo modo, anche il ruolo di Grillo che, evidentemente, non sarà più l’unico garante. Ciò avviene dopo che il Tribunale di Napoli ha dato ragione agli attivisti esclusi. Sentenza che adesso mette il leader davanti alla possibilità di nuove cause legali. Così si sta ragionando sulla creazione di un comitato che avrebbe il compito di giudicare chi incorre nella violazione delle regole.

Altro punto che viene affrontato durante la riunione è il caso Federico Pizzarotti. È cosa certa, secondo molti, che a breve arriverà l’espulsione, soprattutto dopo l’attacco frontale che Pizzarotti ha fatto a Di Maio su Twitter: “Più facile incontrare i lobbisti che assumersi le proprie responsabilità”.