Il Jobs Act c’è ma non si vede, l’Anpal non è ancora attiva. E rischia di diventare un poltronificio

di Stefano Iannaccone
Politica

Si chiama Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro. Meglio nota come Anpal. E ha un compito titanico: dovrebbe rivoluzionare la lotta alla disoccupazione. Il condizionale è d’obbligo. Perché, a ormai un anno dall’entrata in vigore del Jobs Act, manca ancora un pezzo: la definizione degli obiettivi per aiutare il lavoratore nella ricerca di un nuovo impiego. L’Anpal, difatti, non è operativa. L’unica attività di cui esiste traccia è la ricerca del personale per Italia Lavoro, società attualmente del Ministero dell’Economia e delle Finanze che secondo i piani dovrebbe essere assorbita proprio dall’Anpal.

Passo avanti dell’Anpal
Certo, il 14 luglio c’è stato il primo passo: il presidente dell’Agenzia, Maurizio Del Conte, ha ottenuto il via libera per “attivare le procedure che consentono l’effettivo avvio dell’attività”, ha spiegato un comunicato. Tra le varie operazioni da compiere ci sono l’acquisizione delle azioni di Italia Lavoro e la sottoscrizione della convenzione con il Ministero del Lavoro di Giuliano Poletti per l’impiego delle risorse umane e finanziarie. Il tutto in attesa del trasferimento del personale e dei capitoli di bilancio. Ma il percorso seguito ha sollevato più di qualche perplessità. Un intoppo è sorto con la pubblicazione di un bando per la ricerca di un altro dirigente in Italia Lavoro. I requisiti sono stati contestati dai sindacati: su tutti la possibilità di candidarsi anche in assenza della laurea e uno stipendio molto alto. “Siamo al paradosso più spinto: si stanno precostituendo le condizioni per una struttura di supporto, composta di tutto personale esterno, all’Anpal, non ancora operativa”, ha accusato il deputato dei Conservatori e Riformisti, Nicola Ciracì, che sulla questione ha presentato anche un’interrogazione alla Camera.

Albo riesumato
Ma qual era lo scopo del bando? Il vincitore avrebbe dovuto affiancare l’amministratore unico di Italia Lavoro, che nei prossimi mesi sarà il presidente Del Conte in una logica di accorpamento di ruoli. “La figura di assistente è molto simile a quella dello staff generalmente riconosciuta ai ministri e sottosegretari, attraverso l’affidamento di incarichi fiduciari”, ha sottolineato Ciracì. Dopo le polemiche scaturite sulla selezione, è stato bloccato tutto. Facendo scattare il piano B: è stato infatti riaperto “l’albo degli specialisti”, inattivo dal settembre 2014, per selezionare la persona che avrà un compito fondamentale nella gestione di Italia Lavoro. Una procedura giudicata “irrituale” da fonti sindacali. E dalla quale Del Conte ha preso le distanza durante un confronto con i lavoratori: allo stato attuale – ha spiegato – è ancora fuori dalla società. La versione, però. non convince Ciracì, che rilancia i sospetti: “Sembra che si stia adoperando Italia Lavoro per dotarsi di un contingente di personale da scegliere all’esterno, che possa anche supportare l’Anpal e il suo presidente, vista la sua contemporanea funzione di amministratore unico di Italia Lavoro”.