Il Jobs Act spinge i contratti a tempo indeterminato. Il ministero esulta: a marzo 91 mila posti in più

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Nella guerra di dati sul lavoro questa volta è il ministero ad esultare. Nel mese di marzo le attivazioni dei nuovi contratti di lavoro sono state 641.572 a fronte di 549.273 cessazioni. Quindi ci sarebbe un saldo attivo di oltre 92 mila unità. I dati emergono dalle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Il 6 marzo è entrato in vigore il contratto a tutele crescenti.

Entrando nel dettaglio dei contratti, quelli a tempo indeterminato attivati sono stati 162.498 (quasi 54.000 in più su marzo 2014) a fronte di 131.128 contratti cessati. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato quindi, quelli per i quali è prevista la decontribuzione triennale dalla legge di stabilità hanno avuto un saldo attivo di oltre 31.000 unità. A marzo 2014 mentre il saldo complessivo di tutte le tipologie contrattuali era stato positivo per oltre 61.000 unità (620.032 attivazioni a fronte di 558.366 cessazioni) era stato invece negativo per i contratti a tempo indeterminato (36.000 in meno con 144.839 cessazioni a fronte di 108.647 attivazioni). Aumentano grazie al Jobs Act i contratti a tempo indeterminato. Si parla di cifre che fanno segnare +49% rispetto ai precari. Come accaduto il mese scorso potrebbe trattarsi di stabilizzazione dei contratti che prima erano precari. Ma in ogni caso rappresenta un passo in avanti.