Il Mes piace solo ai dem. Zingaretti e Renzi non si vogliono rassegnare. Tra Pd e Iv è gara a chi si spella di più le mani per il fondo che rischia di consegnare l’Italia alla Troika

di Davide Manlio Ruffolo
Politica

Mentre l’Italia fronteggia la crisi sanitaria e attende la pioggia di miliardi del recovery fund, il Pd continua a pensare al Mes come se questo fosse una soluzione ad ogni problema. “Credo che un tema come quello del Meccanismo europeo salva-Stati vada affrontato nelle sedi opportune, in Parlamento, e non con una battuta in conferenza stampa, perché questo porta uno strascico di polemiche che non è in sintonia con la volontà che abbiamo di dare punti fermi agli italiani” ha spiegato ieri il segretario dem Nicola Zingaretti in risposta alle parole del premier Giuseppe Conte che, domenica sera, aveva apparentemente chiuso le porte in faccia al chiacchierato fondo.

Peccato che le polemiche che il leader del Nazzareno dice di voler evitare, siano state alimentate proprio dal lui – e dal suo stesso partito – con la continua invocazione del Mes che, come noto, non piace agli alleati di governo di M5S in quanto temono possa diventare il cavallo di Troia di Bruxelles per far arrivare in Italia la troika che tanti guai ha causato alla Grecia. Non c’è da stupirsi, però, se queste considerazioni non vengano minimamente prese in considerazione dai dem che sul punto sembrano decisi a non arrendersi. A riprova di ciò c’è anche quanto dichiarato dal capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, che ha sostanzialmente ribadito quanto detto da Zingaretti: “Non sono d’accordo con quanto detto ieri da Conte.

Venga in Parlamento col programma per la sanità pubblica e discutiamo se le risorse del Mes siano le più convenienti, come noi del Pd riteniamo oppure se qualcuno ha idee migliori”. In questo clima di tutti contro tutti, non poteva mancare anche Matteo Renzi che ha colto la palla al balzo per aizzare, con un lungo post su Facebook, ancor di più i dem: “Dicendo no al Mes il premier Conte fa felici Giorgia Meloni e Matteo Salvini, ma delude centinaia di sindaci e larga parte della sua maggioranza. Il tempo dimostrerà come questa decisione sia un grave errore politico e soprattutto un danno per gli italiani”.

POLEMICHE INUTILI. Eppure non è una novità che la questione verrà affrontata nelle sedi opportune, ossia il Parlamento dove – tanto per essere onesti – in caso di voto la richiesta di accedere al salva-Stati non avrà di certo vita facile visto che il Movimento e tutte le opposizioni, ad eccezione della sola Forza Italia, hanno già espresso la loro totale avversità. Ad ogni modo che la decisione resti aperta sul tavolo lo ha detto, pur senza mai negare la propria contrarietà a questa istanza, lo stesso Presidente del Consiglio in svariate occasioni durante gli ultimi mesi.

Proprio per questo sorprende questo sbarramento fatto da parte dei partiti che sostengono il governo e a cui, nella serata di ieri, ha dovuto rispondere Conte che ha voluto precisare il senso delle sue dichiarazioni nel tentativo di placare le polemiche che stanno agitando l’intera maggioranza. “Il ricorso al Mes? Ho risposto a una domanda, ma non vuol dire che la questione è risolta in conferenza stampa” in quanto, puntualizza ulteriormente, “ci sono le sedi opportune e ci sarà l’opportunità per parlarne”. Ma c’è di più. Con un intervento deciso, il premier ha rivelato anche che nei prossimi mesi l’esecutivo, compatibilmente con la pandemia, si siederà al tavolo per stilare la lista delle priorità da affrontare e per questo: “Vi anticipo: siccome le forze di maggioranza hanno chiesto un momento di confronto ritengo quantomeno opportuno un confronto politico per definire le priorità, per definire un patto in vista della fine Legislatura”.

Un passaggio fondamentale per il quale, però, occorre del tempo in quanto i grillini dovranno prima tenere l’assemblea degli Stati generali: “In questa fase il M5s ha già fissato un appuntamento importante” ed “è opportuno definire prima questo passaggio, a meno che il Movimento non sia in condizioni per anticipare”. Proprio queste parole sono state immediatamente accolte con favore dal segretario del Partito democratico che, su Twitter, ha esultato: “Bene Giuseppe Conte sul patto di legislatura per cambiare l’Italia, avere una visione e dare sicurezza”.