Si chiama โVatican Chapelโ e non รจ un nuovo capitolo della serie tv di Paolo Sorrentino, bensรฌ il nome del padiglione con cui il Vaticano ha debuttato alla 16ma edizione della Biennale di Architettura di Venezia, dal tema Free space. Il โSantoโ padiglione รจ curato da Francesco dal Co, architetto emiliano che ha ideato e diretto un progetto la cui storia inizia nel 1920, anno in cui lo svedese Erik Gunnar Asplund progettรฒ Skogskapellet, la cappella del bosco dalla struttura in legno commissionata dal consiglio del cimitero di Stoccolma. Ne nacque una miscela spirituale tra la natura della fitta foresta e la sacralitร dellโedificio. Ora, in questo 2018 che entra nella storia dโItalia come lโanno della commistione e del compromesso – dalla politica alla cultura – lo Stato piรน piccolo del mondo celebra la sua magnifica forza aprendo le porte di un luogo fino a ieri inesplorato e chiuso al pubblico: il bosco dellโIsola di San Giorgio Maggiore. Apparentemente un piccolo spazio per una grande potenza, ma uno Stato che nasce prima dello stesso Stato che lo contiene, e che convive senza complessi allโinterno di un altro infinite volte piรน grande, esigeva una culla che ne ricalcasse in qualche modo questa peculiaritร .
Come i comandamenti – Nel Padiglione dieci architetti di fama internazionale, alcuni credenti altri non, hanno donato al pubblico una versione laica della sede mondiale della sacralitร . Si tratta di un tragitto di dieci cappelle, tante quanti sono i comandamenti, ognuna con una bandiera diversa: la Via crucis dellโarchitettura che ruba la scena agli altri 28 padiglioni della manifestazione veneziana. Un cammino nel verde, meta di pellegrinaggio dove santo e profano si sovrappongono diventando oasi, scambio e meditazione. A โbattezzareโ il tragitto รจ la cosiddetta โundicesima cappellaโ, dedicata alla struttura scandinava di Asplund, musa ispiratrice di Dal Co. Con il loro lavoro, i dieci architetti rappresentano il patrimonio artistico della loro terra: Italia, Spagna Portogallo, Gran Bretagna, Brasile, Usa, Giappone, Cile, Serbia e Paraguay si spogliano dai pregiudizi e iniziano una convivenza su 1500 ettari. Unico vincolo, come se si trattasse di una virtuale bolla papale, lโobbligo di inserire un altare e una croce. Regola rispettata da tutti gli artisti che hanno nascosto nelle strutture stesse, a modo loro, gli elementi imposti rendendoli visibili solo a chi sceglie di vederli. Cosรฌ la pace regna sovrana sullโisola di San Giorgio. La guerra qui รจ cosa altrui, lโanello di congiunzione รจ il bagaglio culturale di ogni paese.
Riconsiderare la religione – Ciรฒ che rende eccezionale lโesordio della potenza, lungi dal concetto di libera espressione, รจ lโinaspettata liberazione dai dogmi e lโinvito rivolto al mondo ad una libera considerazione del concetto di Fede. Il passaggio, temporaneo, dallo Stato di Natura allo Stato civile predicato da Thomas Hobbes, quello stato in cui gli uomini rinunciano al โdiritto su tuttiโ permettendo la realizzazione di uno Stato che si ponga alla difesa di tutti. Il padiglione inaugurato il 26 maggio, chiuderร a novembre.