Il nostro default, la Corte dei conti lancia il sasso e ritira subito la mano: se non fosse Italia la Sicilia farebbe la fine della Grecia

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La Corte dei conti siciliana lancia il sasso nello stagno ma poi ritira subito la mano. La Sicilia – ha detto ieri il presidente della sezione riunita della Corte dei conti di Sicilia Maurizio Graffeo – non va in default solo perché non è indipendente e fa parte di uno Stato sovrano. Ma poi alla domanda se la magistratura contabile ritiene di dover chiedere un commissariamento dell’Ente locale, la risposta è no. Dunque si va avanti come sempre, tra sprechi, clienetele e veleni, specialità che all’Assemblea regionale siciliana non manca di certo. Ascoltato dalla commissione bilancio proprio dell’Ars, il magistrato contabile ha spiegato che la Regione soffre una forte crisi di liquidità, ma l’isola non corre il rischio di default solo per il fatto di far parte di uno stato comunitario.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA