Il nuovo piano di Intesa Sanpaolo: ai soci verranno distribuiti 50 miliardi

Intesa Sanpaolo presenta il nuovo piano triennale con l'obiettivo di distribuire 50 miliardi ai soci fino al 2029.

Il nuovo piano di Intesa Sanpaolo: ai soci verranno distribuiti 50 miliardi

La parola chiave è redditività. Il nuovo piano industriale 2026-2029 di Intesa Sanpaolo è nel segno della distribuzione ai soci. L’obiettivo fissato è quello dei 50 miliardi da garantire ai soci nel periodo 2025-2029, con un’impennata dell’utile che potrà raggiungere gli 11,5 miliardi nel 2029, in crescita rispetto ai 9,3 dell’ultimo anno. Per il gruppo guidato da Carlo Messina migliora anche la redditività, con Roe al 22% e Rote al 27% (in crescita dal 2025). Confermato anche il modello di business diversificato e a “zero Npl” che spinge su commissioni e digitale.

I conti di Intesa Sanpaolo

Guardando indietro all’ultimo anno, l’istituto ha chiuso il 2025 con un utile netto da 9,3 miliardi, in crescita del 7,6% rispetto al 2024. Bene anche il quarto trimestre, con un risultato netto di 1,7 miliardi e in crescita rispetto agli 1,5 miliardi dell’anno precedente. In base ai risultati del 2025, il cda propone dividendi da 6,5 miliardi (con saldo da 3,3 miliardi da pagare a maggio 2026) e un buyback da 2,3 miliardi da avviare a luglio. Il risultato è una creazione di valore, nel periodo 2026-2029, pari a circa 500 miliardi per tutti gli stakeholder.

Netto aumento per il payout ratio: dal 70% odierno fino al 95% in ogni anno nel periodo 2026-2029. Il 75% sarà in dividendi cash e il 20% in buyback. A diminuire saranno invece i costi, grazie a investimenti tecnologici già realizzati: si scenderà da 11,5 a 11,3 miliardi nel 2029. A crescere saranno i proventi operativi netti, passando da 27,3 a 30,7 miliardi nel 2029. Dal punto di vista dell’occupazione, è attesa una riduzione di 6.100 persone (con risparmi da 570 milioni al 2030) con 12.400 uscite e 6.300 assunzioni in Italia. Sul fronte degli investimenti, nel periodo 2026-2029 la cifra dovrebbe raggiungere i 5,1 miliardi, di cui 4,6 miliardi per tecnologia e crescita. Previsto anche un contributo di un miliardo di euro per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.

Il risiko bancario

Messina, intanto, non perde occasione per ribadire la distanza di Intesa Sanpaolo dal turbolento risiko bancario del 2025. E anche in futuro, l’espansione del gruppo “si concretizzerà fuori dai confini italiani”. Per l’ad, comunque, ogni eventuale integrazione dei concorrenti “non cambierà la solida leadership di Intesa Sanpaolo in Italia e possiamo attrarre sempre più private banker e consulenti finanziari”. Una risposta che riguarda anche l’ipotesi di un riposizionamento tra banche e assicurazioni, che può toccare gruppi come Unicredit e Generali. E proprio su Generali, Messina sostiene che per Intesa non sia una minaccia un “collegamento tra Mps e Generali”.