Il nuovo record del Belpaese: sciolti 170 Comuni ogni anno. Più di duemila i casi registrati dal 2001 ad oggi. Boom di infiltrazioni a sud

di Giorgio Velardi
Cronaca

In Italia vengono sciolti in media 170 Comuni ogni anno. Praticamente uno ogni due giorni. Nella metà dei casi la motivazione è da ricercare nelle dimissioni dei consiglieri, come accaduto in uno degli episodi più recenti e noti, quello di Ignazio Marino a Roma. Ma non solo. C’è infatti un’altra piaga che, con sempre maggiore frequenza, porta alla fine anticipata di una consiliatura: quella delle infiltrazioni della criminalità organizzata. I numeri li ha messi in fila Openpolis in un dossier dal titolo “Fuori dal Comune”. Attualmente, spiega l’associazione, sono 82 i Comuni commissariati, di cui 13 (15,8%) quelli sciolti per mafia. Percentuale due volte superiore alle media del periodo 2001/2014.

DA NORD A SUD – Più in generale, nello stesso arco temporale sono stati sciolti 2.385 consigli comunali. I picchi sono stati raggiunti nel 2005 e nel 2013 con 213 e 199 commissariamenti. Mentre il 2014 è stato l’anno con il minor numero di amministrazioni sciolte: 142. Negli anni presi in considerazione, la metà dei commissariamenti è dovuta alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali: 1.195 casi su 2.385. Si tratta di un fenomeno che coinvolge l’intera Penisola, anche se sei regioni da sole collezionano il 70,3% dei casi: si tratta di Campania (18,2%), Lombardia (13,4%), Calabria (12,2%), Puglia (9,3%), Piemonte (8,3%) e Lazio (8,01%). Soltanto Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta non hanno avuto amministrazioni sciolte negli anni esaminati.

ODORE DI MAFIA – L’altro problema, come detto, è quello delle infiltrazioni mafiose (258 gli scioglimenti dal 1991 al 2014), che riguardano principalmente il Mezzogiorno. Sud e isole insieme contano il 97,08% dei casi dal 2001 ad oggi, mentre solo il 2,3% interessa le regioni del Nord e lo 0,58% quelle del Centro. Le regioni più colpite sono Calabria (70 casi), Campania (52) e Sicilia (43). In tutto quelle coinvolte sono 8: oltre alle tre menzionate le altre sono Piemonte, Lazio, Liguria, Lombardia e Puglia. Il dato della Calabria, oltre a essere il più alto a livello nazionale, mostra un forte incremento nell’ultimo periodo: dal 2001 al 2009 la Regione aveva una media annua di 4,7 provvedimenti per mafia, mentre nei quattro anni successivi il dato risulta raddoppiato (8,2).

IL CASO – Dal 1991 a oggi, da quando cioè è stata introdotta la possibilità di sciogliere un’amministrazione per i condizionamenti da parte della criminalità organizzata, 9 comuni sono stati commissariati per mafia in tre diverse occasioni: 4 sono in provincia di Caserta, altri 4 di Reggio Calabria e uno nella provincia di Palermo. Attenzione particolare merita il comune di Casal di Principe, che oltre a tre provvedimenti per mafia e due proroghe, nello stesso periodo è stato sciolto altre sei volte per diversi motivi. Con l’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi nel 2012, i decreti di scioglimento per infiltrazioni mafiose sono aumentati del 380%.

Twitter: Giorgio Velardi