Il Parlamento tedesco grazia la Grecia. Passa il salvataggio. E Tsipras caccia i dissidenti: fuori l’area radicale di Syriza

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Un giochino realizzato ieri da Sky Tg 24 per le strade di Berlino racconta più di mille reportage: chiesto ai passanti di esprimere con un segno su un quaderno se vogliono ancora o no la Grecia nell’Unione europea, la netta maggioranza si è schierata per il no. Questo è il sentimento di un popolo che se potesse tornerebbe di corsa al marco e lascerebbe al suo destino quella comunità dalla quale ha avuto sin ora enormi benefici grazie a regole fatte su misura per i tedeschi e soprattutto l’Euro. Perciò non era scontato il voto di ieri al Bundestag, il Parlamento chiamato ad approvare il terzo piano di salvataggio per la Grecia. Un passaggio che ha già visto l’adesione di Francia, Spagna, Finlandia, Estonia, Bulgaria e Austria. Con la Germania però era tutta un’altra cosa. I falchi che erano quasi riusciti a buttare la Grecia fuori dalla moneta comune erano infatti capeggiati dai tedeschi e in particolare dal ministro del Tesoro Wolfgang Schauble e dal capo della Banca centrale Jens Weidmann. Tra Schauble e la stessa Merkel erano girate voci di forti frizioni proprio sul salvataggio di Atene. Ieri però il ministro del Tesoro ha difeso l’accordo raggiunto all’Eurosummit e la Merkel ha portato a casa il voto favorevole del suo Parlamento.

SOLDI SUBITO
Il Bundestag ha così dato il via libera alla trattativa che porterà l’Esm (il fondo salva-Stati) a erogare gli aiuti per Atene, che con l’apporto del Fmi dovrebbero arrivare a 86 miliardi di euro. Soldi che però non potranno arrivare in tempo per evitare il fallimento della Grecia. Perciò i 28 Paesi Ue hanno deliberato il prestito ponte da 7 miliardi che servirà per far fronte alle esigenze finanziarie più immediate. Basteranno? No secondo molte istituzioni finanziarie, a partire dal Fondo monetario internazionale e dalla Bce, che chiedono una ristrutturazione del debito ellenico. Debito che è attualmente al 177% del Pil ma che salirebbe fino al 200% una volta erogati i nuovi aiuti internazionali.

I DUBBI
Nel frattempo la Merkel ha difeso l’accordo dello scorso fine settimana. “So che ci sono molti dubbi sul fatto che la Grecia possa stare di nuovo sulle sue gambe, ma sarebbe irresponsabile non tentare questa strada e non dare una nuova chance alla Grecia”, ha detto la cancelliera aprendo la discussione. “È stato un accordo duro per tutte le parti in causa ed è stato l’ultimo tentativo”, ha riconosciuto di fronte ai deputati tedeschi. Che alla fine con 439 votanti su 598 presenti hanno detto sì al piano. Un sì che non cancella la carta di riserva cara anche a molti parlamentari tedeschi: la Grexit o, per lo meno, una Grexit a tempo. L’idea, lanciata apertamente dallo stesso Schaeuble nei momenti più difficili della trattativa, resta per adesso nel cassetto. Ma Atene e il resto d’Europa sono avvertiti. Quello in atto è “l’ultimo tentativo con Atene” – è stato detto – alla quale “ora tocca agire”, dopo aver “cancellato” tutto quanto di buono era stato fatto in passato negli ultimi sei mesi”.

Tsipras caccia i dissidenti

Rimpasto di Governo per il premier Alexis Tsipras. Usciranno di scena i ministri e viceministri dell’ala radicale di Syriza. In tutto nove sostituzioni fra ministri e vice ministri. Lunedì mattina le banche greche non riapriranno come preannunciato dal ministero delle Finanze. Lo rendono noto i media locali citando un annuncio dello stesso dicastero diffuso ad Atene poco fa secondo cui riapriranno solo le succursali che offrono servizi ai pensionati privi di carte di credito o bancomat.

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