Il Parlamento vince il lecchino d’oro. Al Presidente Mattarella ben 42 applausi in mezz’ora. Meglio di una pop star

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Assicura che sarà un arbitro imparziale, ma per far questo chiede l’aiuto delle forze politiche. E per certi aspetti sorprende deputati e senatori che lo scoltano offrendo un’apertura di credito di non poco conto al Movimento 5 Stelle, di cui viene apprezzata l’età media e anche l’indignazione. E poi i riferimenti alla lotta alla corruzione e al terrorismo internazionale, in quest’ultimo caso con la rievocazione di Stefano Taché, il bimbo di due anni ucciso nel 1982 in un attentato alla Sinagoga di Roma. Ieri ha condensato un po’ di tutto il nuovo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di insediamento alla Camera.

I DETTAGLI
Il discorso del neopresidente a Montecitorio è stato interrotto da 46 applausi in mezz’ora, con applauso finale di quattro minuti. Si vedrà nei prossimi mesi, però, se il Parlamento sarà altrettanto sollecito a dar seguito alle priorità elencate dal capo dello Stato, dal dramma della crisi economica alla lotta alla mafia e alla corruzione. Del resto, anche Giorgio Napolitano fu molto appaludito, al suo secondo insediamento, mentre rinfacciava ai partiti di aver laciato cadere nel nulla molti suoi “moniti”, dalla legge elettorale alle riforme. Tra i riferimenti di Mattarella è stato particolarmente apprezzato quello “alle ferite al tessuto sociale generate dalla crisi, con aumento di ingiustizia, povertà, emarginazione e solitudine”. Poi un passaggio sulla necessità di un’inversione del ciclo economico per uscire dalla crisi. Di certo il passaggio fondamentale c’è stato quando il presidente si è di fatto presentato: “Sarò un arbitro imparziale, ma i giocatori mi aiutino”. Mattarella si è rivolto alla Nazione, a “un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace”. Stile asciutto, il suo, umano nel perdere i fogli del discorso che stava leggendo di fronte alle Camere riunite per assistere al giuramento. La sua idea d’Italia, Mattarella l’ha spiegata in 25 minuti: un Paese “libero, sicuro e solidale”. Ma prima ancora ha spiegato il suo ruolo: arbitro sì, imparziale anche, ma che si aspetta correttezza dai giocatori. Massima severità, pare di capire, con le simulazioni di fallo, i falli di reazione e soprattutto i tentativi di condizionare il giudice di gara. Solo così potranno essere portate a termine le riforme, solo così sarà possibile quella riconnessione dei cittadini alla politica che porterà il Paese fuori dalla crisi.

LO SCENARIO
Rimediare alla piaga della disoccupazione, dare certezze alle famiglie, ridare speranza ai poveri sono “i punti dell’agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo”. Le istituzioni, quindi, facciano la loro parte, e si rispettino tra di loro. Nelle pieghe del discorso non è mancato un riferimento di alla centralità del Parlamento e alla necessità di bollare l’eccesso di ricorso alla decretazione d’urgenza. Quanto ai parlamentari, Mattarella ha preso atto con soddisfazione del rinnovamento generazionale, ma ha ricordato a tutti che in Aula non si è rappresentanti di una parte, ma di tutto il popolo. Il rischio, ha avvertito, è che “l’unità del paese di fronte alla crisi rischi di essere fragile”, per questo serve solidarietà.

 

L’apertura ai giovani deputati. E pure il Movimento 5 Stelle apprezza

I grillini sono in trionfo. La reazione più favorevole al discorso di insediamento di Sergio Mattarella, ieri, è stata proprio quella del Movimento 5 Stelle. Merito di un passaggio “importante”, si poteva leggere ieri in una mail interna dei deputati M5S, quello in cui Mattarella ha accennato alla la voglia di cambiare dei “giovani parlamentari“. “A questi parlamentari”, si legge nella mail, “il presidente chiede un contributo positivo. Noi siamo pronti a darlo. È ora di voltare pagina, dopo due anni in cui non siamo stati tutelati”. Una svolta rispetto all’era di Giorgio Napolitano, sottolineano i pentastellati.

LE REAZIONI
Certo i toni del post di Beppe Grillo pubblicato dopo il discorso del Capo dello Stato sono meno concilianti (“Gli applausi dei morti viventi”, scrive fra l’altro Grillo), ma l’attacco è mirato ai parlamentari plaudenti. Al neopresidente, dopo la lettera di auguri anch’essa pubblicata sul blog, Grillo dice: “Vale più che mai il consiglio del fratello di Mattarella: Sergio, guardati dai politici”. Al cerimoniale di insediamento erano presenti tutte le alte cariche dello Stato e i leader e segretari delle forze politiche, che hanno commentato positivamente il discorso del presidente. C’era anche Silvio Berlusconi (presenza interpretata da Graziano Delrio come “segno di apertura”) che inizialmente ha scherzato dicendo di essere stato colpito da “assoluta afasia”. Ma che poi ha trovato la voce per definire il discorso di Mattarella “rispettoso della Costituzione”. E si è reso protagonista di un siparietto con Renzi. Il premier si è avvicinato al leader di Forza Italia per presentargli di persona il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. A quel punto l’ex cavaliere ha scherzato: “Spero non sia birichino come te”. Pronta la replica di Renzi: “Il bello è che io lo sono meno di te”

GLI ALTRI
Tra gli assenti, oltre a Grillo, anche il leader della Lega, Matteo Salvini. Al numero uno del Carroccio era riservata una sedia accanto a quella di Berlusconi, ma vista l’assenza, il cerimoniale ha provveduto subito a cambiare i posti e il Cavaliere ha seguito la cerimonia al fianco della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Non sapevo di essere stato invitato e di aver un posto”, ha detto a Radio Padania. Ma anche se l’avesse saputo non sarebbe andato. “Oggi ho un sacco di impegni e fortunatamente la moderna tecnica ti fa vedere i discorsi su Internet”. Nel suo breve, infine, il presidente del Senato Pietro Grasso si è augurato che “il nuovo presidente sappia rispondere alla fiducia e alla speranza” che gli italiani ripongono in lui. E ha ricordato il giorno del suo primo incontro con Mattarella. Il Capo dello Stato, dal canto suo, ha ringraziato nuovamente il presidente del Senato e Napolitano.