Verrà Donald Trump, o solo la consorte Melania? E se arrivano, cosa succederà in città? E la sicurezza…? In queste ore sono numerose le domande circa il possibile atterraggio del presidente Usa a Milano, qualora gli Stati Uniti dovessero qualificarsi per la finale olimpica di hockey, in programma domenica pomeriggio.
L’ipotesi della presenza di The Donald o della first lady ha comunque allertato le forze dell’ordine, anche se, in assenza di conferme da Washington, non è stato messo in atto un piano ad hoc.
Più che gli attentati, si temono le contestazioni?
Se Trump vorrà essere presente, potrebbe atterrare a Malpensa con l’Air Force One o scegliere un aereo più piccolo, come quello con il quale ha volato il suo vice, JD Vance, così da poter sfruttare la pista di Linate, più vicina all’Arena Santa Giulia dove è prevista la partita. Le preoccupazioni, oltre che per la sicurezza, sono per le possibili contestazioni che Trump potrebbe riceve, come accaduto al numero due della Casa Bianca durante la cerimonia di Apertura dei Giochi, quando fu investito da una valanga di fischi una volta inquadrato sui maxi schermi dello stadio di San Siro.
Fontana: “Non siamo preallertati”
“Per ora non siamo stati preallertati, se verrà sarà il benvenuto”, ha commentato il presidente lombardo Attilio Fontana, che sul rischio di possibili contestazioni dice che non sarebbe sorpreso. “Ci sono state contestazioni prima e durante, quindi se anche le facessero dopo me lo aspetto”, ha spiegato, “Purtroppo c’è gente che non capisce qual è il vero vantaggio, il beneficio e la gioia degli italiani e del Paese. Se loro vogliono continuare a fare le loro contestazioni, mi dispiace per loro perché perdono qualcosa”.
La polemica sulla telecronaca del bobista israeliano (non sanzionato dal Cio)
Intanto è polemica per la telecronaca dello svizzero Stefan Renna di RTS (Radio Télévision Suisse) della discesa del bobista israeliano Adam Edelman. Nei due minuti della prova di Edelman, Renna ha ricordato le dichiarazioni sulla guerra dell’atleta. Edelman infatti si è autoproclamato “sionista fino al midollo“ e ha definito l’intervento a Gaza “la guerra moralmente più giusta della storia”.
Renna ha poi ricordato il divieto del Cio agli atleti di esprimere posizioni politiche (“Gli atleti che sostengono attivamente la guerra non potranno competere”), sottolineando come quel principio, applicato agli atleti russi e ucraini, non sia stato applicato per l’atleta israeliano.
M5s porta lo sfruttamento “olimpico” in aula
Infine ieri i deputati del M5S in commissione Lavoro hanno richiesto un’audizione urgente dei vertici Inail circa le criticità in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei siti dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026.
“Recenti inchieste giornalistiche e testimonianze dirette – hanno scritto nella lettera di convocazione – hanno squarciato il velo su una gestione della forza lavoro impiegata nei siti olimpici che, se confermata, risulterebbe del tutto incompatibile con i principi costituzionali e le normative vigenti. Si denunciano turnazioni massacranti fino a 84 ore settimanali (12 ore a notte per 7 giorni consecutivi), in aperto contrasto con i riposi di legge e con i protocolli di sicurezza”.
“Particolare allarme desta la condizione degli addetti ai controlli e alla vigilanza”, continuano i pentastellati, “costretti a operare all’aperto con temperature fino a 10 gradi sotto zero con dotazioni di protezione e riscaldamento del tutto insufficienti. Tali condizioni espongono i lavoratori a rischi altissimi per la salute e il ‘Protocollo per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori’ sottoscritto per le opere connesse ai Giochi, che dovrebbe garantire standard di protezione elevatissimi in contesti climatici estremi, è evidentemente del tutto inadeguato”.
E concludono: “Le diverse segnalazioni rivelano oltretutto un inaccettabile clima intimidatorio fatto di divieti di comunicazione esterna e timori di ritorsioni per chi denuncia le criticità. Non possiamo permettere che un evento che rappresenta l’Italia nel mondo sia edificato sullo sfruttamento e sull’insicurezza. È imperativo verificare ad horas se le disposizioni di tutela e vigilanza siano rispettate”.