Il prefetto spegne le luci rosse. A Roma niente quartiere hard. Pecoraro stoppa Marino: prostituzione non lecita

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Ha fatto il giro del mondo la notizia dell’apertura del quartiere a luci rosse a Roma. Ma la città eterna non diventerà come Amsterdam. L’altolà alla giunta capitolina arriva dal prefetto della Capitale: «Le zone a luci rosse a Roma non si possono fare perché significherebbe ammettere la prostituzione, cioè dire che è lecita». Giuseppe Pecoraro mette i puntini sulle i. E le manda a dire al sindaco Ignazio Marino e al presidente del municipio in questione, quello che gestisce la zona dell’Eur. Ieri mattina primo cittadino e prefetto si sono incontrati per poco meno di un’ora, prima che cominciasse il vertice sulla sicurezza della Capitale.

L’INIZIATIVA
Nei giorni scorsi il presidente del IX Municipio, Andrea Santoro, aveva annunciato la creazione, ad aprile di zone di tolleranza nel quartiere Eur, ovvero strade in cui la prostituzione sarà consentita e regolamentata. E la giunta Marino aveva plaudito all’iniziativa. Ma il prefetto ha messo il capitolo fine sulla questione. «Con la zona rossa chi sfrutta una donna per la prostituzione non sarebbe passibile di sanzione. È così perché la legge Merlin è ancora in vigore, quindi il cliente o lo sfruttatore sarebbe comunque punito e nel momento in cui si indicano delle zone si configura il favoreggiamento, cioè indurre a fare prostituzione in quelle zone. Per cambiare questa situazione servirebbe una legge diversa. È una materia molto delicata – ha aggiunto Pecoraro – per cui servirebbe sicuramente un dibattito in Parlamento per arrivare a una normativa che modifichi la legge Merlin».

ESPOSTO CONTRO IL SINDACO
La vicenda non finirà così. Ci saranno degli strascichi. Politici ed etici. Forza Italia ha fatto sapere che presenterà alla Procura di Roma un esposto contro il sindaco di Roma Ignazio Marino, il presidente del IX Municipio Andrea Santoro e il comandante dei vigili della Capitale Raffaele Clemente sull’intenzione di creare nel quartiere Eur la zona a luci rosse. Nell’esposto il reato ipotizzato sarebbe quello di favoreggiamento della prostituzione. “Una sentenza della Corte di Cassazione – spiegano il coordinatore nazionale dei Club Forza Italia Marcello Fiori e il coordinatore romano di Forza Italia Davide Bordoni – definisce il reato di favoreggiamento della prostituzione come una qualunque attività idonea a procurare favorevoli condizioni per l’esercizio della prostituzione. Favorire significa aiutare, rendere agevole, facilitare. Né più, né meno quello che hanno intenzione di fare il sindaco Marino, il presidente Santoro e il comandante Clemente”.

PD SPACCATO
In casa Pd molti sono pronti al divorzio dal minisindaco Santoro: fortemente contrari diversi consiglieri comunali. «Non credo che l’istituzione tout court di alcune zone a luci rosse possa risolvere la questione della prostituzione, anzi, potrebbe far addirittura apparire legittimo un fenomeno che va contrastato», dice la vice capogruppo dem in Campidoglio Giulia Tempesta.

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