Il Punto di Mauro Masi. Un quadro a tinte fosche per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Tra difficoltà e opportunità

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Giovedì 3 novembre Facebook, nonostante in giornata avesse anticipato i dati (brillantissimi) del terzo trimestre 2016, ha subito una dolorosa debacle alla Borsa di New York lasciando sul campo oltre il 6%. E’ bastato che nella conferenza stampa di presentazione dei dati di bilancio il direttore finanziario dicesse che il carico pubblicitario scenderà nei prossimi mesi “ in maniera significativa” per accendere la corsa al ribasso; e ciò nonostante tutti i “fundamentals” dicano che Facebook sta andando benissimo. E il segno di un anno, il 2016, che è stato difficile – per alcuni difficilissimo- nel vasto mondo delle ICT. Gli addetti ai lavori ricordano che, pochi giorni fa, Sony ha reso noti i dati del primo semestre che hanno registrato un crollo di -78% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: pesa la rivalutazione dello Yen ma anche la crisi del mercato dei semiconduttori. Il settore più dinamico, quello degli smartphone, continua a crescere ma ad un tasso (+1%) molto inferiore rispetto agli anni precedenti e con qualche significativo flop: come quello clamoroso di Samsung con il ritiro mondiale del pericoloso Galaxy  Note 7. La stessa Apple ha visto sinora utili in calo del 14% rispetto all’anno precedente ed è la prima volta che accade addirittura dal 2001. Se a tutto ciò si aggiungono  le difficoltà di Twitter a trovare un compratore “forte” sul mercato (dopo il ritiro, ormai ufficiale, della Disney) e la chiusura alle attività di telefonia mobile dello storico Blackberry, ne esce un quadro a tinte fosche anche se è davvero presto per trarre conclusioni troppo generalizzate e/o sistemiche. 

La dottoressa Anna di Capua, mi chiede informazioni sulla nascita di Internet. Internet non è nato – come dicono in molti – per motivi di condivisione del materiale di studio tra istituti universitari americani ma è nato per motivi militari. La vera radice della struttura del Web è infatti ARPANET un network costruito tra la fine degli anni 50 e i primi anni 60 dalla Advanced Research Project Agency del Pentagono. L’idea di base era quella di creare un sistema per far circolare informazioni di ogni natura in grado di sopravvivere ad un attacco nucleare. Il sistema era articolato sullo schema di una rete da pescatori in cui tutti i nodi erano uguali agli altri nel senso che non c’era nessun nodo centrale che controllava il traffico della Rete e quindi non c’era nessun sopra,  nessun sotto, nessun lato o circonferenza. Se uno o più nodi venivano distrutti, il traffico poteva continuare utilizzando gli altri nodi sopravvissuti e ottenere gli stessi risultati perché ogni nodo della Rete sa fare e può fare tutto quello che fanno gli altri. E qui si vede che già dall’inizio Internet è qualcosa di unico, mai visto prima: è un’architettura militare che si basa sull’idea da sempre cara al mondo anarchico e cioè come armonizzare e far funzionare un gruppo senza un’autorità centralizzata. Militari e anarchia una sintesi di opposti, così nasce il Web.