Il riscatto del sacco di Napoleone. Alle Scuderie del Quirinale il 2016 chiude col botto: in mostra i capolavori razziati dal Bonaparte

di Franz Besteck
Cultura

Le Scuderie del Quirinale tornano a ospitare grandi mostre. Da oggi e fino al 12 marzo del prossimo anno è visibile al pubblico “Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova”, per raccontare, duecento anni dopo, l’avventuroso recupero dei capolavori italiani dalla Francia dopo le razzie di Napoleone. Il progetto segna il nuovo inizio dello spazio espositivo la cui gestione è stata recentemente affidata dalla Presidenza della Repubblica al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, e quindi ad Ales, società in-house dello stesso ministero, presieduta da Mario De Simoni.

L’appuntamento – La mostra, curata da Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce, con catalogo Skira, vuole rievocare l’avventuroso recupero dei capolavori italiani dalla Francia dopo Napoleone: tra il 1796 e il 1814 durante le campagne militari francesi, molte delle più importanti opere delle collezioni italiane sono state portate da Bonaparte verso il nascente Museo del Louvre. Con il Congresso di Vienna lo Stato Pontificio e le molte amministrazioni locali, ottengono la restituzione dell’80% Codelle opere che rientrano a Roma nella primavera del 1816. E il 2016 che si chiude è un anniversario fondamentale per la storia civile e culturale dell’Europa e in particolare dell’Italia che, contemporaneamente al rientro delle opere migrate in Francia, si troverà a interrogarsi per la prima volta sul destino di migliaia di capolavori che avevano abbandonato chiese e conventi dopo la soppressione degli ordini religiosi, alcuni dei quali di importanza simbolica per la cultura italiana e non più rientrati. In quegli anni, un numero consistente di opere è stato conservato in depositi improvvisati, fatto che ha alimentato un dibattito critico vivace sul valore pubblico del patrimonio artistico, favorendo l’apertura di musei che ancora oggi sono tra le realtà più significative d’Italia: è il caso della Pinacoteca di Brera, delle Gallerie dell’Accademia di Venezia o della Pinacoteca di Bologna e di quella che oggi è la Galleria Nazionale dell’Umbria.

Pezzi imperdibili – Da ammirare capolavori celeberrimi come il Ritratto di Papa Leone X con i cardinali Giulio de Medici e Luigi de Rossi di Raffaello, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Strage degli innocenti di Guido Reni dalla Pinacoteca di Bologna, la monumentale Assunzione della Vergine di Tiziano dal Duomo di Verona, il Compianto su Cristo morto di Correggio e la Deposizione di Annibale Carracci dalla Galleria Nazionale di Parma; la Cattedra di San Pietro di Guercino dalla Pinacoteca di Cento, Il Battista tra quattro Santi di Perugino dalla Galleria Nazionale dell’Umbria.

Saranno presenti in mostra modelli assoluti della statuaria classica come la Venere capitolina, dai Musei Capitolini, o il Giove di Otricoli dai Musei Vaticani. Eccezionalmente esposto il Monumento funebre a Guidarello Guidarelli di Tullio Lombardo, leggendario capolavoro della scultura rinascimentale concesso per la prima volta in prestito dal Museo d’Arte di Ravenna.