Il risiko delle torri si allarga. In campo pure Telecom e Wind. Gli appetiti degli spagnoli di Abertis, degli americani di Blackrock e del fondo F2i

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di Stefano Sansonetti

Le torri della discordia. O della concordia, a seconda di come si voglia guardare la questione. Di sicuro nel settore è in atto quello che potrebbe essere definito un “risiko”. In ballo, in questo momento, ci sono decine di migliaia di ripetitori e tralicci attraverso i quali passano le comunicazioni radio, tv e internet. Il fatto è che la partita non è certo limitata all’affaire Mediaset-Rai Way. Un’operazione dalle dimensioni non indifferenti, ma fin qui sfuggita ai riflettori, è quella che vede coinvolta Telecom Italia. Anche il gruppo guidato dall’Ad Marco Patuano, come già accaduto per Mediaset e Rai, ha intenzione di quotare in borsa una società delle torri. Il veicolo, di recente costituzione, si chiama Inwit, che sta per Infrastruttura wireless Italia. Ebbene, vi sono state conferite ben 11.500 “antenne” del colosso telefonico.

LE MOSSE
Il piano di Telecom è quello di quotare Inwit entro il primo semestre del 2015. In borsa potrebbe finire una quota tra il 20 e il 30%. Ma cosa c’è dietro? Per capirlo un po’ meglio bisogna intercettare anche le mosse di un concorrente di Telecom, ovvero Wind, che fa capo al gruppo russo Vimpelcom. Proprio in questi giorni Wind sta cercando di piazzare al miglior offerente 6 mila torri disseminate per il territorio nazionale. Qui la trattativa vede in pole position gli spagnoli di Abertis, disposti a mettere sul piatto una cifra intorno ai 700 milioni di euro. Ma Wind, a quanto pare, intenderebbe tenere la partita aperta fino all’ultimo, dando modo agli altri potenziali acquirenti di rientrare. E chi è interessato a rimanere in ballo? Guarda caso uno dei pretendenti è proprio EI Towers, la società controllata al 40% da Mediaset che contemporaneamente sta cercando di mettere le mani sulle antenne di Rai Way con l’offerta da 1,2 miliardi che due giorni fa ha scatenato un putiferio. Ma tra i pretendenti delle torri Wind c’è anche F2i, il fondo infrastrutturale che tra gli altri fa capo alla pubblica Cassa Depositi e Prestiti. La situazione è tale che qualche osservatore ritiene che se non andasse in porto l’operazione EI Towers-Rai Way, la controllata Mediaset potrebbe puntare sul piano B rappresentato proprio dalle torri Wind.

I POSIZIONAMENTI
Da qui però si può desumere uno schema di massima. Nel settore delle torri, in questo momento, a vendere sono soprattutto operatori telefonici che non ritengono le antenne proprio “core”. Certo, per Telecom vale anche il maxi-indebitamento da 27 miliardi che va ulteriormente ridotto con altre cessioni. A comprare invece, sono operatori di settore, come EI Towers, o gruppi infrastrutturali come Abertis e F2i. Tutti, in ogni caso, allettati dai rendimenti fissi che la gestione delle antenne è in grado di produrre. Tra i potenziali acquirenti, poi, non si può trascurare il ruolo del fondo americano Blackrock, guarda caso azionista al 10,2% di EI Towers, ma anche accreditato di un 6% in Telecom Italia. Lo stesso Blackrock non ha mai nascosto interesse per un maxi-polo delle torri. Di sicuro le partite sono tutte aperte.

Twitter: @SSansonetti