Il rito sulla strage di Bologna, ogni anno si commemora con gli appelli alla verità. Che ancora non c’è

dalla Redazione
Cronaca

Un altro 2 agosto trascorso a chiedere “verità” sulla strage di Bologna. Che però sembra ancora lontana: mancano i mandanti dell’attentato alla stazione che uccise 85 persone. “Si sono fatti dei passi avanti significativi, come l’approvazione del reato di depistaggio, ma c’è ancora da raggiungere la verità, e quindi la giustizia piena, per arrivare ai mandanti”, ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commemorato la data con un messaggio a Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione familiari delle vittime: “La strage di Bologna era iscritta in una strategia che mirava a destabilizzare le istituzioni e la sua matrice è stata accertata dalle conclusioni giudiziarie”. Ma il Capo dello Stato ha evidenziato che “permangono ancora domande senza risposta e la memoria è anche sostegno a non dimettere gli sforzi per andare avanti e raggiungere quella piena verità, che è premessa di giustizia. Infine Mattarella ha rivolto lo sguardo al presente: “Il terrorismo, che il nostro Paese ha conosciuto e sconfitto grazie alla sua unità e alla fedeltà, mai venuta meno, ai principi della democrazia e del diritto, oggi si manifesta nel mondo in forme nuove e con una ferocia non certo inferiore. Il senso di umanità che ci lega e i valori democratici che poggiano sul valore assoluto della persona ci daranno la forza per battere la follia distruttrice dei nuovi seminatori di morte”.

Bolognesi ha preferito soffermarsi sulle operazioni di “sciacallaggio” come quella del libro I segreti di Bologna di Valerio Cutonilli e del giudice Rosario Priore che parla di una presunta pista palestinese dietro l’attentato. “Questi personaggi non si accontentano di mettere avanti altre piste, ma con sciacallaggio prendono in mezzo varie vittime che sono state uccise all’interno di questa strage. È un fatto deleterio, da condannare”. Ma il presidente dell’associazione ha polemizzato anche con ministri e servizi segreti che “hanno fatto di tutto per boicottare la direttiva del presidente del Consiglio Renzi del 2014 che li ha obbligati a versare all’archivio di Stato i documenti sulle stragi dal ’69 al’84”.