Il sinodo vuole aprire ai gay. Gli omosessuali vanno accolti e i divorziati risposati non devono essere esclusi dalle forme liturgico-pastorali

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I gay vanno accolti e non discriminati. Serve delicatezza. I divorziati risposati non devono essere esclusi dalle “forme liturgico-pastorali”. Lo scioglimento delle nozze religioso deve essere meno dispendioso. Inoltre, occorre includere le
famiglie, in particolare la presenza femminile, nella formazione
sacerdotale perchè “la presenza dei laici e delle famiglie anche
nella realtà del seminario viene segnalata come benefica. Solo così i
candidati al sacerdozio comprendono il valore della comunione
tra le diverse vocazioni.

IL TESTO
È articolato, complesso e persino un po’ bizantino nella sua formulazione, il testo preparatorio per
il sinodo d’autunno sulla famiglia, presentato ieri dai cardinali Baldisseri ed Erdo. Il testo servirà come base per la discussione che si aprirà in autunno, dal 4 al 25 ottobre prossimi. La traccia sulla quale trecento presuli di ogni parte del mondo discuteranno insieme col Papa per tre settimane è il risultato del documento finale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia dell’ottobre 2014 integrato dalle risposte al questionario inviato a tutte le conferenze episcopali.

I CONSENSI
La visione aperturista di molti vescovi europei e nordamericani, orientati a prendere atto dei cambiamenti avvenuti nelle società occidentali, non trova troppi consensi tra gli episcopati asiatici e africani, dove le società sono ancora fortemente tradizionali, e dove gli strappi culturali che sono maturati in Europa non vengono capiti, anzi sono fortemente osteggiati.

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