Il sorriso di Meriam illumina l’Italia

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Dalla Redazione

Meriam, la giovane cristiana sudanese di 26 anni condannata a morte per apostasia all’ottavo mese di gravidanza è finalmente libera ed è arrivata stamattina a Roma. La donna è arrivata stamattina all’aeroporoto di Ciampino assieme al marito e ai due figli. Ad accoglierla il premier Matteo Renzi, la moglie Agnese e il ministro degli esteri Mogherini. “Oggi è un giorno straordinario” ha detto il capo del governo.

Dopo la condanna a morte e a 100 frustate per adulterio (per aver sposato un cristiano) inflitta a maggio scorso, la giovane era stata arrestata e messa in cella insieme al piccolo figlio di 20 mesi con una sentenza shock che aveva suscitato l’orrore e la mobilitazione del mondo intero facendo scattare molte iniziative internazionale per la sua liberazione. Un dossier, quello di Meriam, su cui dal primo momento si è mobilitato anche il governo italiano con il premier che ha citato il caso della ragazza sudanese anche nel suo discorso di apertura del semestre Ue. Nella prima udienza, quella in cui le era stata inflitta la condanna a morte, il giudice si era rivolto all’imputata chiamandola con il nome arabo, Adraf Al-Hadi Mohammed Abdullah, chiedendogli di convertirsi nuovamente all’Islam. “Io sono cristiana e non ho commesso apostasia”, fu la replica della donna che gli costò la condanna a morte e la carcerazione.