Il Tav un banchetto per la Francia. Cinque Stelle pronti alla battaglia. Parla la senatrice Pirro: “I Cinque Stelle gli unici coerenti. Quest’opera è un regalo a società e banche d’oltralpe”

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“Eravamo, siamo e resteremo contrari all’opera”. Non usa giri di parole la senatrice Elisa Pirro, capogruppo M5S in Commissione Bilancio a Palazzo Madama. Essendo torinese doc conosce come pochi il dossier sulla Torino-Lione ed è per questo che non ha dubbi a riguardo: “Questa ferrovia è uno sperpero abnorme, un regalo per la Francia”.

Non è tardiva la mozione M5S visto che è stata presentata solo ora, in risposta alla decisione del Governo di autorizzare di fatto l’opera?
La questione era in mano al Presidente Conte, che ha tenuto i contatti con Francia e Ue. All’esito di questo confronto ci ha comunicato che dal punto di vista di Palazzo Chigi non completare l’opera costerebbe più che farla, ferma restando la sovranità del Parlamento nel poterla bloccare.

Non è detta l’ultima parola, insomma?
Assolutamente no. Ci sono ancora degli estremi per fermare il tutto. Pertanto ci batteremo fino alla fine.

Perché per voi è un’opera inutile?
Perché è nata decenni fa, quando c’era un altro mondo, e vedrà la luce tra altri decenni. E poi diciamo una cosa una volta per tutte: il Tav è un banchetto regalato a società e banche francesi.

In che senso?
Se andiamo a guardare chi ha lavorato e sta lavorando agli appalti per i tunnel esplorativi scopriamo società come Spie Batignolles ed Eiffage, nel cui azionariato ci sono fondi di investimento di Bnp Paribas, Société Gernerale, Credit Agricole e BlackRock. C’è poi la società austriaca Strabag, dietro la quale ci sono gruppi finanziari come Uniqa, Raiffeisen e una finanziaria cipriota di Oleg Deripaska, tra i più importanti oligarchi russi. Ma questo nessuno lo dice, chissà perché…

Non è paradossale che il Governo abbia fatto un’analisi costi-benefici e poi abbia aperto all’autorizzazione? Sembra un controsenso…
Il ministro Toninelli ha fatto le cose con serietà: ha dato mandato a un gruppo di lavoro di fare un’analisi rigorosa. La quale, lo dico da torinese che ha seguito il dossier da tempo, ha rappresentato l’unico bagno di realtà dopo anni di stime e previsioni approssimative e gonfiate, e ci ha detto che i costi superavano i benefici di oltre quattro miliardi di euro. Poi è arrivato l’impegno da parte dell’Ue ad aumentare il finanziamento all’opera fino al 55%. Questo annuncio, per ora rimasto tale, ha portato il presidente Conte a certe valutazioni. Per il M5s però questa ferrovia resta uno sperpero abnorme, perché antidiluviana e insostenibile dal punto di vista ambientale. E soprattutto, perché ubicata in un tratto dove il flusso di merci e di passeggeri è in diminuzione da anni.

Parliamoci chiaro: crede davvero ci siano possibilità che la vostra mozione verrà approvata?
Presentiamo la mozione perché restiamo convinti che questo errore macroscopico si possa ancora evitare. Se nell’emiciclo parlamentare c’è chi vuole dare il suo ok a un’infrastruttura che è già obsoleta oggi, questi signori devono prendersene la responsabilità. Saranno le future generazioni a giudicare chi aveva ragione e chi no.

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di Gaetano Pedullà

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