Il telebugiardo a caccia di poltrone. Torna Di Battista e inchioda Renzi. “L’unica cosa che gli interessa davvero sono le nomine”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“A Renzi non è mai interessata la politica. Per lo meno quella nobile. Certamente gli interessano le nomine e il potere. Non gli frega nulla dei soldi del Mes. Non gli frega nulla delle task force. Non gli frega nulla dei fantomatici pieni poteri di Conte. Nulla di nulla. Chissà, forse, gli interessa la partita della cybersecurity? Forse gli interessano le nomine in Rai? Forse gli interessano le nomine nella holding di Ferrovie dello Stato? Magari gli interessa la nomina del prossimo comandante generale dell’Arma dei Carabinieri?”. Con parole di fuoco Alessandro Di Battista si è scagliato contro la fame di poltrone di Matteo Renzi, “un super-tele gonfiato le cui bugie hanno superato ampiamente il numero dei suoi elettori”.

E in effetti il bottino nomine è di tutto rispetto. Sono poco meno di 60 le società direttamente o indirettamente controllate dal ministero dell’Economia in attesa di rinnovo degli organi sociali (consigli di amministrazione, collegi sindacali, amministratori unici). Per un totale di oltre 300 nuove poltrone da gestire (la senatrice M5S Barbara Lezzi parla di 550 nomine di Stato in attesa). Si tratta di aziende di un certo peso: dai trasporti all’energia. Tra le società direttamente controllate dal Mef in attesa di rinnovare cda e collegio sindacale c’è la Consap, concessionaria dei servizi assicurativi pubblici e il Poligrafico e Zecca dello Stato.

Tre le società controllate dal gestore dei servizi energetici i cui board devono essere nominati: Acquirente unico, Gestore dei mercati energetici e Ricerca sul sistema energetico. Mentre il Gse deve rinnovare il collegio sindacale. A dover rinnovare il collegio sindacale sono anche Invitalia, Sogin, Sport e Salute. Da nominare anche l’amministratore unico di Ram, Rete autostradale mediterranee. Tra le società indirettamente controllate dal Mef tra le più importanti figurano Cdp Equity (collegio sindacale da nominare), Cdp Reti. Nevralgica la partita trasporti. C’è una galassia di una trentina di società che gravitano nell’orbita di Ferrovie dello Stato. Ieri si è sbloccata la partita su Rfi e Trenitalia.

Per Rfi, il nuovo cda sarà composto da Anna Masutti – presidente -, Vera Fiorani con l’incarico di amministratore delegato e direttore generale. Per Trenitalia, il nuovo cda sarà composto da Michele Pompeo Meta – presidente -, Luigi Corradi con l’incarico di amministratore delegato e direttore generale. In lista c’è anche Anas, che aspetta il rinnovo dell’amministratore unico e del collegio sindacale. Ad attendere il rinnovo del collegio sindacale è poi la società Stretto di Messina in liquidazione. E alle vecchie partite si stanno agganciando molti rinnovi per il 2021. Primo fra tutti quello per la guida di Cdp. Ad aprile scade il mandato di Fabrizio Palermo, un posto ambitissimo considerando che la controllata del Tesoro gestisce partite delicatissime, da Autostrade all’Ilva. Tra i nomi in lizza si è fatto anche quello di Domenico Arcuri.