Il vero obiettivo di Renzi è sempre stato Conte. Personalità distantissime. Uno misurato, l’altro a suo agio nel caos. Italia Viva mira a un altro Esecutivo per rafforzare il proprio bottino ministeriale

MATTEO RENZI
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Alla fine l’ha fatto. Matteo Renzi ha ritirato le ministre e un sottosegretario dalla compagine governativa aprendo formalmente la crisi. Renzi si è dimostrato un irresponsabile facendolo in piena pandemia e soprattutto con i vaccini da gestire. Ma poiché Renzi è un giocatore di poker professionista e prima di fare la mossa qualche uccellino o qualche uccellone gli ha detto che i “responsabili” non c’erano e che quindi poteva affondare. E già è strana questa notizia perché di responsabili, dai tempi di Scilipoti, in Italia se ne sono sempre trovati. Diciamo che Renzi crede o vuol far credere che tali personaggi non ci siano.

Quello che ha detto nella pasticciata Conferenza Stampa di ieri è che la crisi c’è, ma lui è aperto a tutto (e si sapeva) e quindi può esserci una stessa maggioranza con o senza Giuseppe Conte, può non esserci e può esserci “altro”, magari un governo tecnico. Comunque la sensazione che ha dato il leader di Iv è che lui è sempre lì pronto a offrirsi se lo “pagano” bene e cioè gli danno quello che vuole, il che si traduce il maggior e potere e/o gestione dei soldi del Recovery Fund e del Mes, che auspica. Insomma è la solita storia. Tutto quello che porterà ai desiderata per il senatore toscano va bene, non ne fa una discussione di lana caprina anche se non rinuncia alle stoccate acide contro Conte, da sempre vero obiettivo della crisi aperta da Renzi.

Ma come sempre ha fatto, l’ex premier, rispetto a ieri, è addivenuto a più miti consigli forse dopo aver dato un’occhiata ai sondaggi che vedevano il suo micro partito sparire in caso di voto anticipato che del resto nessuno vuole nella maggioranza. Quindi la conclusione più probabile della vicenda – se i colpi di scena sono sempre possibili – è che Renzi voglia fare un discreto bottino e poi ricominciare l’avventura governativa, come un topo nel formaggio. Tenterà quindi di far sostituire Conte e ripartire di nuovo senza, che gli sta sulle scatole anche per motivi personali.

Ma a questo punto i Cinque Stelle devono rivendicare la guida del governo vista la loro maggioranza relativa e il fatto che Conte è in quota M5S e allora anche Luigi Di Maio – che così ha ben fatto agli Esteri – potrebbe essere una proposta o comunque in un rimpasto dovrebbe ottenere di nuovo la qualifica di vicepremier. Una ultima nota di colore (rosso in tutti i sensi): Renzi se l’è presa con i giornalisti perché hanno attaccato il vestito della ex ministra Bellanova, una volta comunista ed ora di “destra”. Ma che colpa ne hanno se era vestita da pomodoro al giuramento del governo?