Il Viminale cerca un giornalista professionista con esperienza. Ma dello stipendio nemmeno l’ombra: l’incarico non è retribuito

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di Nello Mucci

Una selezione a dir poco surreale quella indetta dal Viminale che sta cercando un giornalista professionista per lo svolgimento delle attività di comunicazione. Bene si dirà in tempi bui per il mondo dell’editoria e del giornalismo, se non fosse che si tratta di una collaborazione non retribuita. Esatto, avete capito benissimo. Basta andare sul sito del ministero dell’Intero dove si legge: “Procedura comparativa per il conferimento a titolo gratuito di incarico di prestazione di lavoro autonomo occasionale per lo svolgimento delle attività di Comunicazione per le esigenze della Direzione Centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione”. Viene previsto solo un rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio fuori dal Comune di residenza.

Eppure non si ricerca una figura senza alcuna esperienza, ma sottolinea il bando del ministero che si ricerca un supporto tecnico di alto contenuto specialistico nelle attività e nei processi finalizzati alla comunicazione e all’informazione pubblica istituzionale relative alle attività che si svolgono nei centri di prima accoglienza, in stretto raccordo con l’Ufficio Stampa del ministro”. I requisiti specifici richiesti sono quelli di essere iscritto all’elenco dei giornalisti professionisti, avere un’esperienza lavorativa documentabile di almeno tre anni nell’ambito della comunicazione istituzionale nelle pubbliche amministrazioni o all’interno del ministero stesso e un’ottima conoscenza della lingua inglese. Per chi quindi volesse “lavorare”, a gratis, nel ministero di Alfano c’è tempo per provarci fino alle ore 12 di domani 18 marzo. Un incarico che avrà la durata di un anno e non potrà essere prorogato o rinnovato.

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