Il Viminale ordina di intensificare i controlli durante le feste. Prefetti invitati a predisporre servizi efficaci per vigilare su spostamenti e assembramenti

CARABINIERI
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Le prefetture sono invitate a predisporre “efficaci servizi volti a garantire la corretta osservanza delle misure” in particolare per ciò che riguarda i “controlli lungo le arterie di traffico e in ambito cittadino, al fine di prevenire possibili violazioni alle restrizioni alla mobilitò ovvero situazioni di assembramento e di mancato rispetto del distanziamento interpersonale”. E’ quanto ha disposto il capo di Gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, con una circolare inviata ai prefetti per la corretta interpretazione delle misure previste dal decreto Natale.

“Sono consentiti, senza limiti di orario, gli spostamenti che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’ associazione di volontariato” si legge ancora nella circolare inviata ai prefetti dove si sottolinea che sono consentite anche le attività di volontariato “in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio”. “Conseguentemente, per lo spostamento legato a tali attività – scrive ancora il Viminale ai prefetti – potrà addursi a motivo giustificativo l’espletamento del servizio di volontariato sociale”.

“L’accesso ai luoghi di culto e la partecipazione alle funzioni religiose restano comunque consentite. Anche in questi casi troveranno peraltro applicazione – si spiega nella circolare – i limiti orari imposti dal cosiddetto ‘coprifuoco'”. Nei giorni festivi e prefestivi quando entrerà in vigore in tutto il territorio nazionale la cosiddetta zona rossa gli spostamenti saranno consentiti solo per motivi giustificati, ovvero: “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessita’, motivi di salute”.

La circolare sottolinea che le giustificazioni saranno “tutte attestabili tramite autodichiarazione”. Nelle giornate indicate come area arancione su tutto il territorio nazionale (nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021) sono consentiti gli spostamenti in comuni limitrofi non oltre i 30 chilometri e quando “il comune di partenza ha una popolazione inferiore a 5mila abitanti”. Mentre non è necessario stabilire quanti abitanti abbia la località di destinazione. E’, invece, un impedimento “la circostanza che i comuni di destinazione abbiano la qualifica di capoluogo di provincia”.

E per rendere più chiare le misure di contenimento dell’epidemia di Coronavirus in vigore dal 24 dicembre al 6 gennaio, Palazzo Chigi ha pubblicato un vademecum contenente una serie di domande frequenti (qui la pagina ufficiale).

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