Il virus degli irresponsabili. I poltronisti Salvini e Meloni lavorano contro gli italiani. I due leader vivono di politica da sempre. Eppure ignorano come funzionano le istituzioni

Meloni Salvini
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Come se non bastassero le bizze di Matteo Renzi, che nel momento più sbagliato che si potesse attacca il governo di cui fa parte e destabilizza Conte, l’anno si è aperto con le performances di altri due noti intrattenitori, Meloni e Salvini, oggi incidentalmente a capo di due partiti del fu centrodestra. Mi è capitato di scrivere (e lo ribadisco con forza) che far cadere Conte adesso significherebbe sputare in faccia a tutti gli italiani. I due simpatici leader (o sarà meglio dire “capi”, per non usare l’idioma della perfida Albione?) non han trovato nulla di meglio da fare che scatenare le loro rispettive “bestie” (chi sarà il Morisi di Giorgia?) contro queste mie parole.

“Giarrusso vuole restare attaccato alla poltrona” strilla Salvini, mentre la Meloni cita il mio post per sponsorizzare una “raccolta di firme per mandare a casa Conte”. Ci sarebbe da ridere (tanto!) se non ci fosse da piangere. La totale ignoranza del funzionamento delle Istituzioni, per due che campano di politica praticamente da sempre, lascia a bocca spalancata. Innanzitutto il Parlamento europeo non è legato alle sorti del destino del governo, dunque se sostengo Conte è perché difendo gli italiani e chi finalmente sa rappresentarli con onore ed efficienza: la “poltrona” non c’entra nulla trattandosi di due Istituzioni diverse!

Salvini dovrebbe saperlo, perché nel suo continuo occupare poltrone è passato anche da Bruxelles per ben tre legislature, in teoria. In pratica pare non frequentasse granché, tanto che l’europarlamentare Marc Tarabella gli diede in aula del fannullone ricordando: “in un anno e mezzo non l’abbiamo mai vista!”. La Meloni dal canto suo dovrebbe sapere che raccogliere firme per sfiduciare un Presidente del Consiglio non ha alcun valore in una Repubblica parlamentare. Ma Giorgia, che tuttora conserva la poltrona di consigliere comunale a Roma, quella di parlamentare, e quella di Presidente del gruppo europeo di destra ECR, preferisce con ogni evidenza fare caciara anziché aiutare l’Italia in un momento così difficile.

Il punto è che Salvini e Meloni vivono di politica, da sempre e preferiscono giocare a “Capitan Papeete” e “Io Sono Giorgia” piuttosto che lavorare per il Paese e assicurare stabilità. Del resto la Meloni nella sua già lunga carriera di poltronista è corresponsabile della Legge Fornero, del governo Monti, del MES (oggi gli strilla contro, ma è stato firmato nel 2011 da un governo di cui lei era Ministra con La Russa, Bossi, Tremonti e Calderoli!), dei tremendi tagli della Gelmini a scuola e università, di legittimo impedimento, lodo Alfano, svuotacarceri, scudo fiscale, Ruby nipote di Mubarak ed altri voti che hanno umiliato il popolo italiano.

Salvini, fra una nutella e un ragù pronto, ha saputo chiacchierare tantissimo ma fare ben poco, se non appoggiare i peggiori governi non solo dell’Italia, ma anche della Regione Lombardia, come conferma la condanna definitiva a Formigoni, feudatario assoluto del centrodestra lombardo, a cui la Lega portava l’acqua nelle orecchie. Dopo la puntata di Report andata in onda lunedì sera, tutti i politici di centrodestra avrebbero dovuto chiedere scusa agli italiani e avrebbero dovuto fare chiarezza sulle loro origini (agghiaccianti i rapporti fra l’ideologo che ha fatto nascere la Lega, Gianfranco Miglio e alcune menti di Cosa Nostra!), prendere le distanze da Berlusconi, cacciare via tutti i loro rappresentanti indagati o arrestati per gravissimi reati e contiguità alla mafia.

Invece Salvini va a trovare Verdini in carcere e Meloni minimizza sulla scandalosa situazione del suo partito, molti esponenti del quale hanno rapporti con la ‘ndrangheta e non solo. Perché non prendono pubblicamente le distanze da Berlusconi e Dell’Utri anziché attaccare il sottoscritto e Giuseppe Conte? Perché non proviamo a chiederglielo tutti, sempre, nei talk-show, nelle interviste e sui loro profili, cosa pensino di Dell’Utri, condannato per mafia e coinvolto in processi spaventosi che riguardano anche le stragi degli anni ‘90 che costarono la vita a Falcone, Borsellino e le loro scorte? Perché in Italia, a differenza di quanto accadrebbe in qualunque altro Paese europeo, due leader politici tacciono sui rapporti fra la mafia e la loro parte politica? In attesa di risposte che temo non arriveranno, chiunque sia responsabile – oggi – dovrebbe sostenere Conte e lavorare costruttivamente per uscire dalla pandemia. Vedremo a breve quanto Renzi somigli a Salvini, e Meloni…

L’autore è eurodeputato M5S