“A Milano negli anni passati abbiamo ospitato delle gare meravigliose di atletica. Ma sa che oggi non c’è più neanche una pista omologata per fare una gara regionale…?”. Perola di Alessandro Castelli, presidente del Centro Universitario Sportivo (Cus) di Milano e gestore del centro sportivo XXV Aprile. Ma non ancora per molto. Lo storico “tempio” dell’atletica milanese, infatti, potrebbe essere smantellato per diventare l’ennesimo centro pubblico (ufficialmente), ma privato nei fatti, dedicato a tennis e all’onnipresente padel.
Insomma, si tratta dell’ennesima ferita inferta allo sport di base (oggi al XXV Aprile entrano 250mila appassionati l’anno, amatori, professionisti, scuole, università), a favore di discipline molto più costose e, quindi, elitarie.
L’affidamento del XXV Aprile quasi scaduto
L’affidamento a Cus e Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal) dell’impianto, risalente al 2015, infatti, sta per scadere e Palazzo Marino già nel 2023 aveva lanciato una call per raccogliere progetti per la sua gestione.
All’appello avevano risposto sia Cus-Fidal, con un progetto di ammodernamento degli impianti – a partire dai rifacimenti sia della pista esterna che di quella indoor da 60 metri, mai entrata in funzione – che manteneva l’atletica come fulcro. Sia la tennista Laura Golarsa, che proponeva di costruire: 4 campi da tennis al centro della pista di atletica (dove oggi si praticano discipline come lancio del peso, del martello e del giavellotto), 3 campi da padel e 2 da pickleball, la rimozione delle tribune della pista; l’abbattimento della struttura indoor, sostituita da una clubhouse; l’abbattimento degli alberi di alto fusto tutelati dal comune; il tutto con una durata della concessione di 45 anni.
Sorprendentemente palazzo Marino boccia il Cus e promuove il padel
A maggio 2025 il Comune boccia il progetto Cus e sposa quello Golarsa. È stato allora che Castelli ha reso pubblica la vicenda con due lettere aperte a Palazzo Marino, mobilitando il mondo dell’atletica. L’assessora allo Sport Martina Riva aveva replicato, rassicurando che “l’atletica non lascerà il XXV Aprile” e che il progetto mira solo a modernizzare una struttura ormai vetusta.
“Ci riderebbero dietro…”
Una spiegazione che non ha convinto, tanto che il Consiglio comunale ha votato un ordine del giorno che di fatto blocca il progetto Golarsa. Tuttavia, come spiega lo stesso Castelli, “quel progetto non è stato formalmente ritirato, è ancora valido, sebbene si basava su proposte diventate irrealizzabili. Siamo in attesa di capire cosa decida il Comune. Secondo noi, dovrebbe rifare il bando e dialogare con la Fidal, Coni e Cus…”. E intanto amaro aggiunge: “Milano città olimpica…? Se raccontassimo all’estero le condizioni in cui si trova l’atletica milanese, ci riderebbero dietro!”.