Immigrazione, De Micheli: “Nessun braccio di ferro. I porti sono chiusi alle navi straniere dal 19 marzo e alle Ong abbiamo chiesto di fare riferimento ai loro paesi”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Noi abbiamo chiuso i porti per le navi passeggeri battenti bandiera straniera il 19 marzo, abbiamo organizzato con sforzi non banali l’accoglienza di tutte le navi battenti bandiera italiana. Abbiamo chiesto alle Ong di avere un comportamento omogeneo, ovvero, di fare riferimento ai loro paesi per fare in modo che il nostro sistema di accoglienza non andasse in situazione di stress sanitario. In alcuni casi abbiamo avuto riscontro positivo, per la Alan Kurdi prenderemo una nave per far passare la quarantena”. E’ quanto ha detto a Omnibus il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

“Sono preoccupata – ha aggiunto – di alcune discussioni, degli ultimi giorni, perché sia Frontex che la guardia costiera hanno smentito che ci siano stati dei naufragi. Nessuno ha intenzione di abdicare al nostro ruolo ma il modello organizzativo che stiamo cercando di mettere su per rendere il sistema più efficiente, con l’Italia in piena emergenza, deve partire dal presupposto che ci dobbiamo aiutare per poter aiutare. Sono convinta che giorno dopo giorno arriveremo a mettere in equilibrio questo sistema”.

“Non abbiamo intenzione di far nessun braccio di ferro con nessuno – ha proseguito la De Micheli -, chiediamo di condividere questa responsabilità. Il Mediterraneo è sotto controllo, controlliamo le nostre acque e abbiamo una interlocuzione con gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’Europa è importante perché abbiamo un piano di redistribuzione sottoscritto con gli accordi di Malta. Sul piano politico questo nuovo equilibrio debba essere trovato per garantire tutti, anche i migranti, perché questa malattia non fa sconti, vorrei come Ministro essere uno strumento di protezione, voglio proteggere tutti, italiani e non”.