Immigrazione e crisi, le donne hanno le soluzioni. Una conferenza internazionale in Spagna affronta per la prima volta in chiave rosa i nodi del pianeta

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da Valencia
Elena De BlasI

Se il fondamentalismo islamico che oggi sta provocando un esodo senza precedenti nel Mediterraneo è la risposta violentissima alla primavera araba – e alle donne che ne sono state le vere protagoniste – sono proprio le donne il pilastro sul quale può poggiarsi la democrazia nei Paesi del Maghreb. E con la democrazia che nasce sul posto (non quella esportata dall’Occidente con le bombe), anche l’unica risposta possibile all’Isis e all’emigrazione verso l’Europa. Passa dunque da una maggiore consapevolezza di questo ruolo delle donne – anche in Europa – la soluzione al dramma di milioni di persone. Senza disinnescare la bomba che accumula profughi e tensione dall’altra parte delle coste a Sud Europa, sarà non solo lo sviluppo ma la stessa sicurezza del continente sempre più in pericolo. In tempi di ricette facili (e spesso chiaramente demagogiche) sui grandi problemi della nostra epoca, un forum di donne proveniente da tutti i Paesi del mondo ha provato a tracciare una risposta alta a questo e agli altri scenari più problematici del Mediterraneo e del pianeta. A offrirne la possibilità è stata la Fondazione Terzo Pilastro Italia – Mediterraneo, presideuta da Emmanuele Emanuele, che ha riunito a Valencia in una conferenza internazionale alcune tra le donne maggiormente impegnate sul fronte dell’economia, della cultura, delle scienze sociali e del dialogo tra i continenti. “Le donne sono le vere artefici, da sempre, dell’evoluzione della società, nonché nostra prima speranza per il futuro del Mediterraneo”, ha detto Emanuele. Numerosi gli interventi di docenti universitarie, giornaliste e scrittrici arrivata da Libano, Tunisia, Turchia, Egitto, Siria, Iran, Marocco e ovviamente Spagna e Italia. Tra queste ultime, l’economista Fiorella Kostoris, l’esperta di politiche sociali Cristina De Luca e la scrittrice Simonetta

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