Immigrazione senza frontiere. Dalla Libia si prepara l’invasione. Secondo Frontex sarebbero tra i 500 mila e un milione i migranti pronti a partire per le coste europee

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Ondate su ondate. Gli sbarchi di migranti continuano e le previsioni sono tutt’altro che rosee. Fino a un milione di profughi, infatti, sarebbero pronti a partire dalla Libia alla volta delle coste europee. A lanciare l’allarme è stato il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, secondo il quale ci sarebbero tra i 500mila e il milione i migranti pronti a partire dalle Libia. “Nel 2015 – ha spiegato – dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno”.

LA SITUAZIONE
Un esodo che dipinge la situazione esplosiva della Libia negli ultimi mesi. L’Isis sta provando a prendere il controllo di una nazione che, dopo la morte di Gheddafi, è piombata nel caos. E la comunità internazionale, nonostante gli appelli che arrivano da Tripoli, per ora non è intervenuta. Ma l’allarme è altissimo, soprattutto per l’Italia che ormai quotidianamente, vede arrivare sulle proprie coste barconi carichi di migranti in fuga dal terrore.

IL TRAFFICO
A tutto ciò si aggiunge l’alto rischio che l’Isis possa gestire questo traffico di esseri umani. “Dobbiamo essere coscienti dei rischi”, ha proseguito Leggeri. “Ad ora non ho prove per dire che hanno la situazione dell’immigrazione illegale sotto controllo. Ma dobbiamo stare attenti. Abbiamo prove che i migranti sono stati forzati a salire sulle imbarcazioni con le armi. Non ho niente per dire se fossero terroristi. C’è preoccupazione tra gli Stati. Perché se questo non accade ora potrebbe accadere in futuro”, ha concluso il direttore. Alle parole di Leggeri ha replicato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “Non serve sollevare allarmi e allarmismi, si tratta di impegnarci di più, noi italiani e l’Europa, per fronteggiare il fenomeno delle migrazioni. Quello che chiediamo a Frontex è maggiore collaborazione”. “Certamente c’è un incremento di immigrazione – ha aggiunto il ministro -ma non mi metterei a dare particolari numeri. Bisogna lavorare sui numeri dell’impegno comune anche economico per fronteggiare questa situazione. Io francamente, più che occuparmi di scenari più o meno allarmanti sto cercando la collaborazione dell’Unione europea per tenere il più possibile sotto controllo questo fenomeno. L’ immigrazione ci sarà sempre ma possiamo dare un contributo per renderla più regolare e più compatibile con le condizioni di accoglienza e di umanità che sono necessarie”.