In arrivo misure più stringenti. Via libera di Viminale e Difesa all’invio dei militari in Campania e Sicilia. Fontana: “L’Esercito è necessario anche in Lombardia”

di Fabrizio Colarieti
Cronaca

I primi contingenti di militari, per fronteggiare su richiesta dei prefetti l’emergenza Coronavirus, sono stati già inviati in Campania e Sicilia e nelle prossime ore potrebbero arrivare anche in altre regioni, come la Lombardia. L’utilizzo dell’Esercito, infatti, è uno dei nuovi provvedimenti adottati dal Governo per fronteggiare l’epidemia del virus Covid-19. D’intesa con il ministro dell‘Interno, Luciana Lamorgese, ieri sera, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha dato “piena disponibilità all’utilizzo dei militari impegnati in Strade Sicure per la gestione dell’emergenza coronavirus, sulla base delle esigenze territoriali individuate dai comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

“Come già ribadito – ha aggiunto Guerini -, le Forze Armate sono pronte a fare la loro parte, come già stanno facendo sia sul fronte sanitario che nel controllo del territorio. Sulla base di questo dispositivo è già stato disposto, in coordinamento con il Centro Operativo Interforze della Difesa, l’impiego nelle regioni Campania e Sicilia”.

“Io credo che il ricorso all’Esercito sia necessario. La presenza dei militari – ha detto a Mattino 5 il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – ha un grande effetto dissuasivo e uno magari ci pensa due volte a uscire di casa se vede passare la pattuglia dell’Esercito. Ne ho anche parlato stamattina con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e anche lui pensa si debbano applicare in maniera più rigorosa questi protocolli”.

“Al premier Conte ho cercato di spiegare la drammaticità della nostra situazione – aveva detto ieri Fontana a proposito dell’emergenza in corso in Lombardia -, di convincerlo su provvedimenti più rigorosi. Il primo dei quali, a questo punto, dopo settimane di inviti e appelli, è quello di fare in modo che le regole lasche che sono in vigore vengano rispettate. Per questo ho chiesto l’intervento dell’Esercito per dissuadere. Non possiamo più essere buoni. Bisogna ridurre le possibilità per la gente di andare in giro”.

Al momento sono impiegate per l’emergenza 253 unità militari su oltre 7mila disponibili, pari a circa 20mila uomini. I militari sono già operativi in diversi comuni della Lombardia e del Veneto, i primi a essere dichiarati zona rossa, circa 100 sono a Trieste. Viminale e Difesa stanno valutando l’aumento a 13mila unità del contingente della missione “Strade sicure”, impiegato da anni in diverse città, con finalità di antiterrorismo.

I militari sono stati impegnati fin dai primi giorni dell’emergenza Covid-19. Già da febbraio il Comando Logistico dell’Esercito ha garantito il soggiorno in quarantena dei connazionali rientrati dalla Cina, presso il Centro sportivo olimpico dell’Esercito del policlinico militare del Celio. Più di 60 unità tra medici e infermieri sono stati inviati a Lodi, Alzano Lombardo e presso il Centro ospedaliero militare di Milano per ridurre il carico di lavoro degli ospedali civili della Lombardia. La Difesa ha inoltre a disposizione un ospedale da Campo e 5 ambulanze che garantiscono la disponibilità di circa 3.500 posti letto pronti per essere utilizzati in caso di necessità.

Su tutto il territorio nazionale sono operativi, come già accennato, 7.000 militari dell’operazione “Strade Sicure” a disposizione dei prefetti e 72 ufficiali di collegamento che collaborano con 36 prefetture “per una aderente attività di coordinamento nonché pronta capacità di risposta con le unità operative, logistiche e sanitarie dell’Esercito”. Infine circa 60 soldati del reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito sono costantemente a disposizione per garantire il traffico merci sulla rete ferroviaria.